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domenica 8 maggio 2011

Review - Shapeless Webzine - 9/10



Ecco di ritorno i Nanowar (Of Steel) con il loro nuovo disco, attesissimo: "Into Gay Pride Ride". La copertina, dallo sfondo rosato, ci mostra un nano che cavalca uno stallone bianco ed effemminato. Sotto il manto rosso, il nano fa sfoggio di collant e scarpe col tacco. Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi, varie illustrazioni, i ringraziamenti (grazie a loro per aver citato Shapeless Zine!) e le informazioni relative alla registrazione.
"Into Gay Pride Ride" è stato registrato negli studi Temple Of Noise e Storx. La formazione che ha inciso il CD vede Gatto Panceri 666 al basso, Potowotominimak alla voce principale, Mohammed Abdul alla chitarra, Uinona Raider alla batteria e Mr. Baffo sempre alla voce. Nella foto delle pagine centrali del libretto li vediamo a cavallo di vari tricicli.
Il nuovo disco dei Nanowar contiene sedici tracce per un totale di cinquantasette minuti di musica.
Dopo una brevissima introduzione ("Metropolis Pt.3 - The Legacy"), il disco entra nel suo vivo con "Nanowar", canzone che è destinata a diventare il nuovo, grande inno del gruppo romano. Non poteva mancare, dopo tutto. Non si tratta però della parodia di qualche altra canzone. Si tratta di una composizione personale, un esempio di metal scintillante e coinvolgente. A parer mio, una delle canzoni migliori che i Nanowar abbiano mai scritto. E dire che è distante dai consueti lidi heavy/power dei nostri. In realtà, si tratta di una canzone dal piglio rock'n'roll, e dai connotati a stelle e strisce. Il gruppo è perfettamente a suo agio in questa veste, e dà vita ad una traccia irresistibile, dalla ritmica trascinante, dai cori ruffiani e piazzati sempre al punto giusto. La struttura è perfetta, tra ritorEcco di ritorno i Nanowar (Of Steel) con il loro nuovo disco, attesissimo: "Into Gay Pride Ride". La copertina, dallo sfondo rosato, ci mostra un nano che cavalca uno stallone bianco ed effemminato. Sotto il manto rosso, il nano fa sfoggio di collant e scarpe col tacco. Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi, varie illustrazioni, i ringraziamenti (grazie a loro per aver citato Shapeless Zine!) e le informazioni relative alla registrazione.
"Into Gay Pride Ride" è stato registrato negli studi Temple Of Noise e Storx. La formazione che ha inciso il CD vede Gatto Panceri 666 al basso, Potowotominimak alla voce principale, Mohammed Abdul alla chitarra, Uinona Raider alla batteria e Mr. Baffo sempre alla voce. Nella foto delle pagine centrali del libretto li vediamo a cavallo di vari tricicli.
Il nuovo disco dei Nanowar contiene sedici tracce per un totale di cinquantasette minuti di musica.
Dopo una brevissima introduzione ("Metropolis Pt.3 - The Legacy"), il disco entra nel suo vivo con "Nanowar", canzone che è destinata a diventare il nuovo, grande inno del gruppo romano. Non poteva mancare, dopo tutto. Non si tratta però della parodia di qualche altra canzone. Si tratta di una composizione personale, un esempio di metal scintillante e coinvolgente. A parer mio, una delle canzoni migliori che i Nanowar abbiano mai scritto. E dire che è distante dai consueti lidi heavy/power dei nostri. In realtà, si tratta di una canzone dal piglio rock'n'roll, e dai connotati a stelle e strisce. Il gruppo è perfettamente a suo agio in questa veste, e dà vita ad una traccia irresistibile, dalla ritmica trascinante, dai cori ruffiani e piazzati sempre al punto giusto. La struttura è perfetta, tra ritornelli, strofe, bridge e assoli mai fuori posto. "Nanowar" si mangia in un boccone gran parte delle composizioni che ci propongono i gruppi glam/street oggidì. Un brano fantastico, che ho riascoltato una marea di volte!
Ad esso segue "Stormlord Of Power", che appare qui per la prima volta in veste ufficiale (escludendo quindi l'apparizione nel pout-pourri "Made In Naples"), ma che è già un classico dal vivo dei nostri. Ricordo di averla ascoltata per la prima volta anni fa, in versione ancora primitiva, nel corso di un loro concerto. Qui è presentata nella sua stesura definitiva, nobilitata dall'ottima qualità di registrazione. Si tratta di uno dei brani più aggressivi mai composti dai Nanowar, con la batteria impazzita che sorregge i riffoni aggressivi ed oscuri dei nostri. Un power tenebroso, quindi, che dimostra quanto sappiano far male i Nanowar.
Parte poi un bel dialogo tra un bambino piccolo e suo nonno, che ci porta subito alla mente i cari vecchi Manowar. Il nonno narra una storia al bimbo, e che prende la forma di "Blood Of The Queen". La traccia parte con la batteria che accelera progressivamente il ritmo sulla falsariga di "Kill With Power", accelerando tra l'altro in maniera disumana. "Blood Of The Queen" è una canzone epica, dalla ritmica incisiva ma non veloce. Un po' come i Manowar in "Army Of The Immortals", anche i Nanowar hanno realizzato un testo nel quale hanno ripreso i titoli di vecchie canzoni, o si sono richiamati ai testi delle loro composizioni storiche. La traccia è quindi una vigorosa parodia dei Manowar degli anni d'oro, col cantante che ad un certo punto assesta la sua voce nel registro più acuto. I musicisti si dimostrano come al solito professionali e talentuosi, molto attenti tra l'altro all'arrangiamento e all'utilizzo dei campionamenti (quest'ultima annotazione va intesa in senso generale, non relativamente alla singola "Blood Of The Queen"). Nel finale, vi è la citazione di "What A Wonderful World" con tanto di un simil-Louis Armstrong che dialoga col cantante principale.
"Odino & Valhalla" è un altro classico, già apparso in "Made In Naples", ideale per le esibizioni dal vivo. Canzone epica dai cori micidiali, si distingue per le citazioni delle colonne sonore western di Ennio Morricone, per la citazione della Lambada nell'assolo e per la sezione centrale che propone "Another Brick In The Wall" dei Pink Floyd". Bellissimo pezzo.
La traccia d'apertura ci aveva mostrato i Nanowar in versione USA. Bene, "Surprise Love", il cui titolo fa ben intendere il tema di cui tratta il testo, è una ballata strappamutande che richiama alla mente le tracce più melense di Bon Jovi, dei Guns e, soprattutto, degli Aerosmith. La qualità realizzativa è come al solito impeccabile, perfetta in ogni sua parte. C'è anche un passaggio rappato, nel quale viene imitato Shaggy. Invito tutti gli appassionati del gruppo ad ascoltare questa canzone e tutte le altre anche in maniera seria, godendosi la musica senza liquidare il tutto con un sorriso ed un'alzata di spalle. I Nanowar sono simpatici, sì, ma non sono soltanto questo. Si tratta di un gruppo, ricco di qualità e talento. I loro prodotti non deludono mai. La professionalità e le capacità realizzative, l'attenzione ai particolari li distinguono in un panorama metal sempre più generoso in mediocrità. I Nanowar sono un gran gruppo, al di là del fatto che siano ironici e sappiano non prendersi sul serio. Recensendo il loro disco in maniera seria, e facendo parlare la musica, bisogna soltanto stare zitti e riconoscere la loro abilità.
"Forest Of Magnaccions" unisce passaggi delicati ed evocativi alla versione grezza e metallica de "La Società Dei Magnaccioni". Un tributo al lato più popolare e scanzonato della loro Roma. Il brano è carino e tira. Per tutti quelli che vorrebbero che ci fosse anche un Tom Angelripper in Italia (quello cioè in versione Onkel Tom o album solisti, non nei panni dei Sodom)...
Torniamo però un po' indietro. Prima di "Odino & Valhalla" c'è l'intermezzo "DJ Fernanduzzo", ovvero il jingle di un DJ di casa nostra. "Radio Grafia #2" invece ci ripropone, a un certo punto, una versione di "Master Of Pizza" in versione Pino Daniele. Cantata probabilmente dallo stesso "Pino della pizzeria" di "Radio Grafia #1".
"Look At Two Rills" è una canzone fantasy gioiosa e saltellante che ci porta in un mondo di elfi, nani ed orchi. Si tratta di uno sfottò verso Luca Turilli, come il titolo fa ben intendere. La vittima preferita dei Nanowar anticipa qui, dopo l'intermezzo (interlocutorio, troppo lungo per i miei gusti) "1 Vs 100" un altro capolavoro di questo CD: "Lamento Erotico". Questa traccia non è un cover di "Lamento Eroico" dei Rhapsody (Of Fire). Piuttosto è un brano power fatto e finito, severo e possente. L'arrangiamento è bellissimo, la canzone è perfetta, esagerata ed eccessiva com'è. E' una parodia, ma la sua qualità è così elevata da farmela considerare quasi un tributo ai Rhapsody. E' un onore, credetemi, farsi prendere in giro così. Eh sì, i Nanowar sono proprio un gruppo non comune!
I Rhapsody sono vittima anche di "Rap-Sody", nella quale ricompare Shaggy: è la versione rap di "Emerald Sword". Simpatica.
Il CD è chiuso da "Karkagnors Song - The Hobbit" ("Kargagnors Song - In The Forest" altro non è che una brevissima outro). E' una traccia lunga, complessa, che ad una prima parte acustica e medievaleggiante contrappone un poderoso sviluppo power/epico. Compositivamente, è una canzone coi controcoglioni. Non mi ha fatto divertire più di tanto, come testo. Ma musicalmente mi ha fatto godere.


"Into Gay Pride Ride" è il degno successore di "Other Bands Play, Nanowar Gay". Il gruppo è riuscito ad evolvere il proprio stile senza stravolgere il marchio di fabbrica. E ci ha proposto un disco divertente, di grande qualità musicale. Mettendo da parte un certo snobismo, cerchiamo di apprezzare la musica e di riconoscere il valore artistico delle composizioni dei Nanowar. Il gruppo sà farci sorridere, ma la sua musica riesce veramente a far scorrere fiumi di fuoco nelle nostre vene. Sosteniamo i Nanowar con tutto il cuore, perchè si tratta senza dubbio di uno dei migliori gruppi metal del nostro paese! nelli, strofe, bridge e assoli mai fuori posto. "Nanowar" si mangia in un boccone gran parte delle composizioni che ci propongono i gruppi glam/street oggidì. Un brano fantastico, che ho riascoltato una marea di volte!
Ad esso segue "Stormlord Of Power", che appare qui per la prima volta in veste ufficiale (escludendo quindi l'apparizione nel pout-pourri "Made In Naples"), ma che è già un classico dal vivo dei nostri. Ricordo di averla ascoltata per la prima volta anni fa, in versione ancora primitiva, nel corso di un loro concerto. Qui è presentata nella sua stesura definitiva, nobilitata dall'ottima qualità di registrazione. Si tratta di uno dei brani più aggressivi mai composti dai Nanowar, con la batteria impazzita che sorregge i riffoni aggressivi ed oscuri dei nostri. Un power tenebroso, quindi, che dimostra quanto sappiano far male i Nanowar.
Parte poi un bel dialogo tra un bambino piccolo e suo nonno, che ci porta subito alla mente i cari vecchi Manowar. Il nonno narra una storia al bimbo, e che prende la forma di "Blood Of The Queen". La traccia parte con la batteria che accelera progressivamente il ritmo sulla falsariga di "Kill With Power", accelerando tra l'altro in maniera disumana. "Blood Of The Queen" è una canzone epica, dalla ritmica incisiva ma non veloce. Un po' come i Manowar in "Army Of The Immortals", anche i Nanowar hanno realizzato un testo nel quale hanno ripreso i titoli di vecchie canzoni, o si sono richiamati ai testi delle loro composizioni storiche. La traccia è quindi una vigorosa parodia dei Manowar degli anni d'oro, col cantante che ad un certo punto assesta la sua voce nel registro più acuto. I musicisti si dimostrano come al solito professionali e talentuosi, molto attenti tra l'altro all'arrangiamento e all'utilizzo dei campionamenti (quest'ultima annotazione va intesa in senso generale, non relativamente alla singola "Blood Of The Queen"). Nel finale, vi è la citazione di "What A Wonderful World" con tanto di un simil-Louis Armstrong che dialoga col cantante principale.
"Odino & Valhalla" è un altro classico, già apparso in "Made In Naples", ideale per le esibizioni dal vivo. Canzone epica dai cori micidiali, si distingue per le citazioni delle colonne sonore western di Ennio Morricone, per la citazione della Lambada nell'assolo e per la sezione centrale che propone "Another Brick In The Wall" dei Pink Floyd". Bellissimo pezzo.
La traccia d'apertura ci aveva mostrato i Nanowar in versione USA. Bene, "Surprise Love", il cui titolo fa ben intendere il tema di cui tratta il testo, è una ballata strappamutande che richiama alla mente le tracce più melense di Bon Jovi, dei Guns e, soprattutto, degli Aerosmith. La qualità realizzativa è come al solito impeccabile, perfetta in ogni sua parte. C'è anche un passaggio rappato, nel quale viene imitato Shaggy. Invito tutti gli appassionati del gruppo ad ascoltare questa canzone e tutte le altre anche in maniera seria, godendosi la musica senza liquidare il tutto con un sorriso ed un'alzata di spalle. I Nanowar sono simpatici, sì, ma non sono soltanto questo. Si tratta di un gruppo, ricco di qualità e talento. I loro prodotti non deludono mai. La professionalità e le capacità realizzative, l'attenzione ai particolari li distinguono in un panorama metal sempre più generoso in mediocrità. I Nanowar sono un gran gruppo, al di là del fatto che siano ironici e sappiano non prendersi sul serio. Recensendo il loro disco in maniera seria, e facendo parlare la musica, bisogna soltanto stare zitti e riconoscere la loro abilità.
"Forest Of Magnaccions" unisce passaggi delicati ed evocativi alla versione grezza e metallica de "La Società Dei Magnaccioni". Un tributo al lato più popolare e scanzonato della loro Roma. Il brano è carino e tira. Per tutti quelli che vorrebbero che ci fosse anche un Tom Angelripper in Italia (quello cioè in versione Onkel Tom o album solisti, non nei panni dei Sodom)...
Torniamo però un po' indietro. Prima di "Odino & Valhalla" c'è l'intermezzo "DJ Fernanduzzo", ovvero il jingle di un DJ di casa nostra. "Radio Grafia #2" invece ci ripropone, a un certo punto, una versione di "Master Of Pizza" in versione Pino Daniele. Cantata probabilmente dallo stesso "Pino della pizzeria" di "Radio Grafia #1".




"Look At Two Rills" è una canzone fantasy gioiosa e saltellante che ci porta in un mondo di elfi, nani ed orchi. Si tratta di uno sfottò verso Luca Turilli, come il titolo fa ben intendere. La vittima preferita dei Nanowar anticipa qui, dopo l'intermezzo (interlocutorio, troppo lungo per i miei gusti) "1 Vs 100" un altro capolavoro di questo CD: "Lamento Erotico". Questa traccia non è un cover di "Lamento Eroico" dei Rhapsody (Of Fire). Piuttosto è un brano power fatto e finito, severo e possente. L'arrangiamento è bellissimo, la canzone è perfetta, esagerata ed eccessiva com'è. E' una parodia, ma la sua qualità è così elevata da farmela considerare quasi un tributo ai Rhapsody. E' un onore, credetemi, farsi prendere in giro così. Eh sì, i Nanowar sono proprio un gruppo non comune!
I Rhapsody sono vittima anche di "Rap-Sody", nella quale ricompare Shaggy: è la versione rap di "Emerald Sword". Simpatica.
Il CD è chiuso da "Karkagnors Song - The Hobbit" ("Kargagnors Song - In The Forest" altro non è che una brevissima outro). E' una traccia lunga, complessa, che ad una prima parte acustica e medievaleggiante contrappone un poderoso sviluppo power/epico. Compositivamente, è una canzone coi controcoglioni. Non mi ha fatto divertire più di tanto, come testo. Ma musicalmente mi ha fatto godere.
"Into Gay Pride Ride" è il degno successore di "Other Bands Play, Nanowar Gay". Il gruppo è riuscito ad evolvere il proprio stile senza stravolgere il marchio di fabbrica. E ci ha proposto un disco divertente, di grande qualità musicale. Mettendo da parte un certo snobismo, cerchiamo di apprezzare la musica e di riconoscere il valore artistico delle composizioni dei Nanowar. Il gruppo sà farci sorridere, ma la sua musica riesce veramente a far scorrere fiumi di fuoco nelle nostre vene. Sosteniamo i Nanowar con tutto il cuore, perchè si tratta senza dubbio di uno dei migliori gruppi metal del nostro paese!

Review - Stereo Invaders - 9/10


Il metal è roba seria, il metal è roba per guerrieri. Qui vi racconterò del terzo album in studio dei nani guerrieri che cavalcarono al gay pride, bastonando e punendo mortalmente i posers. Qui vi racconterò Il metal è roba seria, il metal è roba per guerrieri. Qui vi racconterò del terzo album in studio dei nani guerrieri che cavalcarono al gay pride, bastonando e punendo mortalmente i posers. Qui vi racconterò le gesta di Odino, dj dal saggio motto. Voialtri villani giammai potrete capire cosa si cela dietro (e dentro) i 166 tampax che ostruiscono la fuoriuscita del sangue delle regine. Qual è il segreto nascosto nella foresta dei magnaccioni? Perchè alcuni sventurati si innamorano di ragazze che hanno due uova al posto della sublime peluria? E perchè un maniaco sessuale trova l'amore inaspettatamente in “Lamento Erotico”? Tutto questo è molto altro è ciò che compone la splendida opera dei NanowaR, ora ben “dotati” anche del “of steel” tanto per non perdere il vizio di canzonare amabilmente i Rhapsody (Of Fire). Dopo un esordio incerto ed un secondo album ricco di aspettative, ecco il terzo album dei nani guerrieri che questa volta fanno bingo. Navigati ascoltatori di classicissimo heavy metal, con passaggi di power e tanta epica cultura, questi cattivelli ne hanno per tutti, prendendo benevolmente per le natiche tutti i mostri sacri del metal e non solo. Un album talmente zeppo di sorprese e di citazioni che è impossibile elencare tutte in una recensione e non lo farò, anche per non rovinare il primo ascolto. “Blood Of The Queens” è la gemma tra le gemme. Un concentrato di tecnica, fantasia, ironia, metal tosto cantato alla stragrande come solo i più grandi sanno fare. Ospitate galattiche (imitazioni) sono sparse ovunque, lungo il tragitto dell'incauto orecchio che oserà assorbire questa malefica cavalcata di brani che spaziano dall'heavy al power, dal medioevale all'epico, dall'hard rock al glam, con pezzi veloci e power ballads. Bastardi, irriverenti, spietati, geniali, maledettamente demenziali e musicalmente mostruosi. Questi sono i NanowaR e questo è il loro capolavoro (per il momento...).le gesta di Odino, dj dal saggio motto. Voialtri villani giammai potrete capire cosa si cela dietro (e dentro) i 166 tampax che ostruiscono la fuoriuscita del sangue delle regine. Qual è il segreto nascosto nella foresta dei magnaccioni? Perchè alcuni sventurati si innamorano di ragazze che hanno due uova al posto della sublime peluria? E perchè un maniaco sessuale trova l'amore inaspettatamente in “Lamento Erotico”? Tutto questo è molto altro è ciò che compone la splendida opera dei NanowaR, ora ben “dotati” anche del “of steel” tanto per non perdere il vizio di canzonare amabilmente i Rhapsody (Of Fire). Dopo un esordio incerto ed un secondo album ricco di aspettative, ecco il terzo album dei nani guerrieri che questa volta fanno bingo. Navigati ascoltatori di classicissimo heavy metal, con passaggi di power e tanta epica cultura, questi cattivelli ne hanno per tutti, prendendo benevolmente per le natiche tutti i mostri sacri del metal e non solo. Un album talmente zeppo di sorprese e di citazioni che è impossibile elencare tutte in una recensione e non lo farò, anche per non rovinare il primo ascolto. “Blood Of The Queens” è la gemma tra le gemme. Un concentrato di tecnica, fantasia, ironia, metal tosto cantato alla stragrande come solo i più grandi sanno fare. Ospitate galattiche (imitazioni) sono sparse ovunque, lungo il tragitto dell'incauto orecchio che oserà assorbire questa malefica cavalcata di brani che spaziano dall'heavy al power, dal medioevale all'epico, dall'hard rock al glam, con pezzi veloci e power ballads. Bastardi, irriverenti, spietati, geniali, maledettamente demenziali e musicalmente mostruosi. Questi sono i NanowaR e questo è il loro capolavoro (per il momento...).

domenica 6 marzo 2011

Interview - TrueMetal.it

E dopo aver ricevuto (meritatamente) il voto massimo disponibile su questo portale con la recensione dell'ultimo Into Gay Pride Ride, ecco a voi l'intervista con i NanowaR (Of Steel), ovvero quella che per noi rimarrà sempre "l'unica band ad aver ricevuto un "1" su Truemetal". Ovviamente non ci riterremo responsabili di eventuali danni causati dalla lettura di quello che segue.
Intervista a cura di Angelo D'Acunto, Lucia Cal, Lorenzo Bacega e Massimo Ecchili

Anni fa siete stati gli unici a prendere un "1" su TrueMetal (riuscendo tutt’ora a conservare il primato), mentre con l'ultimo "Into Gay Pride Ride" vi siete guadagnati un bel "100". Quale dei due voti vi rende più fieri di voi stessi?

Baffo: sicuramente 1 significa che siamo i numeri 1. Anche se nel secondo album abbiamo preso un bel 69... .a me piace questo numero.. .molto!

Potowotominimak: io sono fiero solo dei voti che ci dà Filippo Facci sul suo blog di Death Metal.

Abdul: sarò fiero di me stesso solo quando riuscirò a leccarmi il gomito..

Gatto: 1 vs. 100... ci hai preso forse per Fabio Lione?

Domanda tipicamente marzulliana: qual è stato il vostro primo pensiero quando avete visto Triumph of True Metal of Steel recensito con il minimo dei voti? E' stata più la sensazione che il mondo non fosse ancora pronto per i NanowaR (of Steel), oppure, al contrario, che fossero i NanowaR a non essere ancora pronti per il mondo?

Potowotominimak: è stata più grande la sensazione che forse non era il caso di registrare e mixare un album in due giorni!!!

Baffo: io mangerei una tartaruga solo se fosse strettamente necessario.

Abdul: ti rispondo con una domanda. Rispondendo a questa domanda troverai la domanda a cui darei la risposta rispondendo ad essa. Pronto?
Fatta…

Gatto: Hai mai pensato che le parole “Marzullo” e “posticcio” rare volte appaiono nella stessa frase?

Spesso vi è stato chiesto, in maniera abbastanza impudente, di svelare particolari segreti e retroscena arcani riguardo la storia della band. Io invece vorrei sapere a cosa stavate pensando quando è nato il vostro monicker, e cosa avete provato nel cogliere l'ebbrezza della moda lanciata dai Rhapsody Of Fire, aggiornandolo in 'Nanowar Of Steel'. Quali sono stati i vantaggi di questa scelta?

Baffo: il vantaggio è che se facciamo una canzone brutta la gente se la può prendere con i Rhapsody Of Fire, perchè siamo direttamente ispirati da loro.

Potowotominimak: l’abbiamo fatto apposta per far sì che voi ci faceste domande di questo tipo, in modo da eluderne altre più scottanti come ”Perché Sarkozy e GattoPanceri666 non si vedono mai insieme? Forse sono la stessa persona..?”.

Sarkozy: Quel che suggerisce Potowotominimak è pura speculazione...

Abdul: l’effetto serra.

Avete avuto il fegato non indifferente di comporre una canzone come 'Blood Of The Queens', un'ottima parodia di stampo manowariano già nel titolo, in cui si possono trovare decine di spunti (clacson e bollitori compresi), dall'accostamento degli arpeggi che richiamano inevitabilmente Battle Hymn all'omaggio reso a Louis Armstrong. Quanti poser sono stati immolati nel nome di Schopenhauer per permettevi di raggiungere l'ispirazione necessaria a comporre il brano?

Baffo: mi piaceva di più la domanda di prima... me la rifai?

Potowotominimak: come sempre quando si crea qualcosa di VERAMENTE artistico, bisogna fare dei sacrifici: economici, di tempo, di energie etc…ma il bello è che noi facciamo merda, per cui non ci è costato niente!

Gatto: ma tu hai mai pensato che facendoci questa domanda non avresti mai ottenuto una risposta?

Abdul: io ho trovato l ispirazione durante una notte di sesso estremo con un orsacchiotto.


E' inevitabile accostare un pezzo come 'Odino & Valhalla' a un personaggio inafferrabile ed eccelso come Ennio Morricone, il quale ha affermato che "anche se "strano", inconsueto, innovativo, un arrangiamento fatto da un grande professionista alla fine dà sempre i suoi frutti." Voi quali frutti state raccogliendo dagli sprazzi di genialità che caratterizzano i vostri lavori e quali traguardi vi proponete di raggiungere?

Baffo: io quelli di Farmville.

Potowotominimak: riprendere con una cinepresa tutti gli sprazzi che ci arrivano e montarli in una Bukkake-Compilation da postare su Youporn.

Abdul: il federalismo fiscale.

Gatto: il mio traguardo personale è diventare presidente della SFRJ. Per quel che riguarda i frutti, a banane raccolte non stiamo messi male...

Dopo l'esperimento (riuscito) di RAP-sody, avete forse intenzione di continuare a battere questa strada in futuro, rischiando in questo modo di arrivare a scontrarvi con alcune realtà emergenti dell'hip hop italiano, oppure si è trattato solamente di una deriva estemporanea?

Baffo: sì, abbiamo intenzione di battere per strada, proprio come hai detto. Ma le realtà dell'hip hop emergenti verranno sempre rimesse con la testa sotto l'acqua da noi metallari. Chiaro?... ecco... a me no.

Gatto: come ebbe a commentare il compianto Francesco Forgione “... va dove ti porta il cuore...”

Potowotominimak: abbiamo già l’ok ufficiale dell’Amaru Entertainment per far riesumare Tupac Shakur e farlo cantare (in silenzio) su tutti i pezzi del nostro prossimo album.

Abdul: stiamo lavorando ad un pezzo in cui ci spacceremo per gangsta che spacciano ad altri gangsta una droga che li inibisce allo spaccio di droga verso altri gangsta e quindi tutti iniziano a spacciarsi droga da soli che li inibisce a spacciarsi di nuovo droga e alla fine si spacciano per droga per farsi spacciare da altri gangsta... io rivesto il difficile ruolo del terzo articolo determinativo di questa frase.

Uno dei fiori all'occhiello della cultura italiana è senza dubbio rappresentato dai reality show, un format estremamente diffuso che ha preso piede nel nostro paese nel corso del decennio passato. Avete mai preso in seria considerazione la partecipazione ad uno di questi programmi?

Baffo: sì... e tu hai mai preso in considerazione l'eutanasia anticipata?

Potowotominimak: i reality show italiani sono come uno di quei fiori all’occhiello di plastica di carnevale, solo che invece di acqua ti sparano in faccia piscio.

Gatto: chiamare “fiore all'occhiello” della cultura italiana uno spettacolo che di italiano non ha né nome né contenuto denota una vile sudditanza nei confronti dei nostri padroni statunitensi. Vergogna.

Abdul: “ho sempre sognato fingermi Raffaella Carrà per poi far vedere a tutti che in realtà ero Bud Spencer” ho iniziato cosi il mio provino al grande fratello ma non mi hanno preso... chissà perché...

I gruppi demenziali, in special modo quelli appartenenti alla scena metal, solitamente vengono visti di cattivo occhio da buona parte del pubblico e dalla critica specializzata. Per quali motivi accade una cosa del genere, a vostro parere?

Baffo: dire solo: “La gente è stronza” mi sembra una risposta semplicistica quantunque sfavorevole ad un dialogo ed un confronto ideologico/filosofico....comunque la gente è stronza!

Potowotominimak: l’essere divertenti è proprio di chi ha l’intelligenza per farlo…e per il riderne lo stesso: tendenzialmente, chi apprezza i Vanzina di Natale, disprezzerà Woody Allen, e viceversa. Personalmente a me piace Alvaro Vitali.

Abdul: cataratta sicuramente.

Gatto: l'ozio è il padre dei vizi, lo zio è il padre dei cugini, lozione per capelli serve a rinforzare il cuoio capelluto.

Non sono ancora riuscita a capire quali carreggiate intendete percorrere in sella ai vostri fiammanti Trycicles Of Steel per raggiungere i luoghi destinati alle vostre esibizioni live. Avete in programma di esibirvi dal vivo nel corso del 2011, o vi dedicherete a progetti di più ampio respiro, come dedicare le vostre sere a tentare di conquistare il mondo?

Gatto: prima che gli altri riempiano lo spazio risposte con cazzate: si, suoneremo a Marzo a Genova, Torino e Firenze e poi a Maggio e Giugno in Lombardia (forse).

Baffo: io vorrei imparare a cantare bene le canzoni dei Nichelback aiutandomi mentre sono seduto sul gabinetto.

Potowotominimak: i Nanowar of Steel SONO il nostro progetto alternativo, in realtà la nostra priorità consta in un incremento demografico del 122 % entro il 2011: incarico commissionatoci direttamente da Sisde, Cgil e Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine); questi organi prestigiosi ci forniscono regolarmente i mezzi necessari (viagra gratis, alcool per intontire le possibili candidate alla fecondazione, etc.) per riportare il nostro paese agli antichi splendori.

Abdul: io ho intenzione di dedicarmi ad un progetto di più ampio respiro.. ma per farlo però devo aumentare la dimensione dei miei polmoni…

 


In una scala di Truezza (o Trueaggine, o Trueità, o Truequelchevipare) da uno a dieci, a che livello pensate si trovino i NanowaR of Steel in questo momento? Nel caso, che cosa vi manca ancora per raggiungere il valore massimo?

Potowotominimak: i soldi dei Manowar, di cui ci sentiamo eredi artistici e di cui vorremmo essere eredi economici.

Baffo: noi siamo il valore massimo del Metal, siamo l'alfa e l'omega, siamo il vecchio e il nuovo del metal. Nel mio sangue scorre metallo pesante...piscio mercurio e cago Bullock! (Con tutte le palle, si intende).

Abdul: i Nanowar of steel si trovano secondi dietro soltanto ai Giorgio Mastrota’s rising force, gruppo speed/ power/trash/gothic/grind/samba del 2013.

Gatto: la tua capacità di sostantivizzare aggettivi appartenenti a lingue straniere è seconda soltanto all'intelligenza di questa domanda.

Avete mandato il cesto natalizio ai Manowar? Con il loro Battle Hymns MMXI vi hanno offerto spunti almeno per un album ed un EP.

Baffo: non mi piace la scritta MMXI... sono già stato dall'oculista.

Potowotominimak: sicuro! Difatti pubblicheremo Triumph of True Metal Of Steel MMXI, che sarà identico al precedente, nel senso che sarà lo stesso demo registrato di merda, solo che avrà “MMXI” aggiunto in copertina…se si vuol fare i paraculi, facciamolo bene!!!

Abdul: credo chee pubblicheremo “Let it be” MMXI, un singolo contenente tutti pezzi inediti e mai sentiti, suonato pero dai beatles originali!! (compresi quelli morti)

Gatto: ho sempre apprezzato molto le iniziative dei Manowar, dalla pubblicazione di dieci quadrupli DVD con tre orchestre, otto batteristi e sei ore di assoli di basso a quest'ultima, lodevole iniziativa MMXI. Denota una freschezza di idee ed un affezione verso i propri fans che va al di là dello sfruttare un bacino di utenti garantito al solo fine di ricavare grosse somme da un investimento pari a zero. Questo è il vero spirito del Metal.

Come preferite essere definiti: demenziali o dementi? Ok, è una domanda retorica, ma sforzatevi di rispondere ugualmente come se il dubbio esistesse.

Baffo: come disse lo stitico: “Si, io mi sforzo ma esce poco e niente.”

Potowotominimak: Seno e coseno.

Abdul: non è la prima volta che ci è stata posta questa domanda... io ho sempre risposto, e continuerò a farlo...

Gatto: No, no, no e poi no. Non è una domanda retorica, è una domanda del cazzo.

Per quale motivo una band con delle capacità tecnico-compositivo di indiscutibile livello come la vostra decide di continuare sulle rotaie della demenzialità? E' più o meno quello che tanti si chiedono in riferimento agli Elio e le Storie Tese. Di cosa si tratta esattamente? Una Vocazione? Una missione da compiere? Tell us or GTFO!

Baffo: ti ho già detto che sono stato dall'oculistaaaa!!!

Potowotominimak: ero tentato di rispondere molto seriamente, ma mi trattengo un po'… mi limito a dire che al giorno d’oggi una band (soprattutto rock) non può essere credibile se non ha un minimo di approccio leggero e canzonatorio.

 
Abdul: noi non siamo mai stati un gruppo demenziale.. i nostri pezzi sono tutti seri e vogliosi, avvenenti e muscolosi cercano mistress che li domini…

Gatto: le rotaie della demenzialità sono rotaie sicure. Se un pezzo fa cagare, puoi dire “beh ma è demenziale” se invece è figo (come nel nostro caso, sia detto con la dovuta non modestia) puoi dire “che incredibile”.

I riferimenti contenuti in Into Gay Pride Ride sono davvero tantissimi, ma Pino Daniele che canta Master Of Pizza è una delle cose più esilaranti che si siano mai sentite. Come vi è venuta in mente una cosa del genere?

Baffo: sì, ci è venuta in mente (che frase pornografica). E aggiungerei: “che cazzo di battuta a scoppio ritardato”.

Potowotominimak: chiedilo a lui! Un giorno squilla il telefono e sentiamo “Pronto songhe Pino Daniele, vorrei canta’ pe’vuje ‘na canzuncella…” il resto è storia.

Abdul: dopo il suo intervento su radio grafia anni orsono, decidemmo di fargli cantare un nostro pezzo come risarcimento per il danno morale causato dalle sue scottanti dichiarazioni in radio.. ha scelto master of pizza... non abbiamo mai capito perché…

Gatto: è più facile che Pino Daniele passi attraverso la cruna di un ago che i Metallica dicano “Dino erre collofit, proprio una camicia coi baffi”.

E questa era la nostra ultima domanda. A voi le ultime parole per concludere l’intervista!

Baffo: se il nuovo album vi è piaciuto ditelo a tutti, spargete la voce e gridate al mondo la nostra magnificenza. Se non vi è piaciuto, fatevi i cazzi vostri.

Potowotominimak: vuoi essere un vero alternativo? Entra nel tuo locale metal di fiducia con una t-shirt di Amici e insisti urlando e sbracciando perché il dj metta su il nuovo disco di Nek!!! E da bere ordina un latte al cioccolato!!!

Abdul: stronzo chi legge!

Gatto: persone le quali stanno leggendo questa intervista stessa: vi auguro un futuro migliore!

Review - PowerMetal.it - 9/10

Mi sembra doveroso presentare delle scuse ai Nanowar (Of Steel) in persona per questo ritardo apocalittico nella recensione del loro cd.
Ma, fidatevi, è un ritardo che mi ha permesso di studiare questo disco nei minimi dettagli.
Credo che il povero promo che la band romana mi ha mandato tempo addietro si sia consumato da quante volte ho messo il cd nello stereo e mi sono messo a cantare a squarciagola:

"It was Nanowar!
It was Nanowar!
Nanowar did it,
Nanowar did it,
Taller than the Mario Bros!


Perché dopo due cd (il mini Tryumph Of True Metal Of Steel e Other bands play, Nanowar Gay!) i nostri sono riusciti a tirare fuori un concentrato di demenzialità talmente fine che un appassionato di metal si piscerà letteralmente addosso dalle risate.
Non basta la doppietta Nanowar - Stormlord Of Power a farci piegare in due dal ridere per le innumerevoli citazioni testuali e musicali che i due pezzi contengono: prendete quelli che a pochi mesi dall'uscita sono già considerati due capolavori del metal demenziale, ovvero Blood Of The Queens, un pezzo che fa il verso ai Manowar citando i trascorsi del gruppo italiano, per poi fare una citazione di What a Wonderful World in quello che dovrebbe essere lo stacco acustico di Battle Hymn, e Odino & Valhalla (di cui trovavamo una versione nel glorioso Made In Naples), che si apre citando nientemeno che Morricone, continua con un pezzo power dal testo veramente dissacrante (Odino che pronuncia frasi fatte e proverbi) e finisce in una citazione di Pink Floyd + System Of a Down.
Sono pronto a scommettere che questa prima parte di disco vi ha fatto sbellicare dalle risate, ma non è ancora finita: dopo la "ballad" Surprise Love (sinceramente il pezzo che mi è piaciuto di meno dell'album), anch'essa piena zeppa di citazioni (anche oltre-metal) ecco un pezzo che merita di entrare nella storia della Parodia: Forest Of Magnaccions, che è proprio La società dei magnaccioni in versione metal, con intro presa in prestito dai Rhapsody e una comparsata di Piero Pelù!
Siamo quasi alla fine ma i nostri non accennano a fare un passo falso, nemmeno a farlo apposta.
Non dico che Look At Two Reels sia il pezzo che mi ha fatto ridere di più in assoluto, ma quasi ci siamo, perché l'impietoso sfottò nei confronti di Luca Turilli, con il suo conflittuale rapporto con le creature classiche del fantasy, è condotto con una maestria tale da far entrare il pezzo in testa come un cuneo.
Un discorso merita l'intro 1 vs. 100: il sottoscritto si immaginava l'ennesima citazione a 300, invece mi ritrovo nelle orecchie nientemeno che il discorso fra Amadeus e Fabio Lione alla famosa puntata di 1 contro 100...
E questa comparsata di Lione non poteva non ispirare ai nostri un pezzo di pura poesia (?) come Lamento Erotico, che non c'entra musicalmente un tubo con il Lamento Eroico dei Rhapsody, ma ha un testo che con i suoi doppi sensi condotti con una specie di linguaggio forbito vi faranno morire.
Dopo l'ennesima presa in giro di Emerald Sword con Rap-sody arriva l'ultimo pezzo, che sin dalle prime note vi farà rendere conto di come i Nostri stiano per dissacrare i Blind Guardian: Karkagnor's Song - The Hobbit (che sinceramente non ho capito DOVE parli di Hobbit) racconta la sfortunata impresa di un cuoco che si imbatte nel leggendario ricettario delle porcherie di Karkagnor... Tirando dietro ai piatti assolutamente immangiabili che il leggendario chef creava una marea di imprecazioni.

E dopo aver parlato delle tracce mi sembra doveroso dedicare un piccolo paragrafo alle intro: una più geniale dell'altra (forse la migliore insieme a 1 vs. 100 è solo The Nanowarrior's Prayer) riescono a accompagnare perfettamente il vostro viaggio nel regno della gaytudine dei Nanowar (Of Steel).

Tirando i remi in barca dopo il lungo viaggio nella pazzia della band, posso solo dirvi che questo cd è un maledetto capolavoro: non una canzone è fuori posto, vanno tutte benissimo esattamente dove stanno, e sono suonate e mixate TALMENTE BENE che sembrano uscite dagli studios delle più grandi metal-bands di sempre.

Avete ancora dubbi sull'ascoltare questo disco? E se vi dicessi che è anche scaricabile gratuitamente all'indirizzo: http://www.jamendo.com/it/album/75948 ?

Non voglio sentire discussioni: questo album non l'avrò messo tra i migliori dischi del mercato 2010 perché in ogni caso è un prodotto che si distanzia decisamente dalle trovate commerciali, ma è talmente GENIALE, talmente BEN FATTO e talmente DIVERTENTE che distrugge senza alcuna possibilità di paragone qualsiasi tentativo MONDIALE nel fare metal ironico. Scaricare e ascoltare, altrimenti attenti a non incappare nella band nella foresta del true metal of steel, come nel video di promozione del cd.

venerdì 3 dicembre 2010

Review - Metal Maniac - 7,5

Che grandi! Non sappiamo quando il discorso è diventato serio, fatto sta
che i romani Nanowar – partiti solo con l'idea di essere... dementi –
strada facendo sono diventati una delle più eccitanti formazioni 'heavy
power cazzar metal' dell'universo. Perché con testi assolutamente idioti,
geniali e fuori di testa, la band non se la tira nemmeno un po' mentre
tira fuori riff macina e ritmo tempesta che piacerebbero anche a Virgin
Steele, Maiden, Megadeth e ovviamente Manowar. Insomma, power e scherzi
tremendi, heavy e ironia gay pride, per non prendere sul serio niente ma
proporre però un metal possente che i già citati Manowar suonerebbero con
piglio guerriero e i nostri Nanowar invece con un ghigno al lato della
bocca, e viene da domandarsi come facciano a resistere e a non rotolarsi
per terra dalle risate. Album addirittura in download gratuito (o con
donazione) dal sito del gruppo. E se il motto rimane sempre 'Other bands
play Nanowar gay!' oggi noi aggiungiamo anche 'Leads us to fly on
absorbent wings' e soprattutto 'don't let the farmer know how good is the
pear with cheese'! Nanowar anche noi.
Fabrizio Massignani

lunedì 1 novembre 2010

Review - Metallized.it - 88/100



LAMENTO CRITICO
Inizio a scrivere questa recensione, e sono praticamente in preda al panico. Come si recensisce un disco di metal demenziale? Da dove parto? Come finisco il pezzo? Cosa ci metto in mezzo? Vale la pena parlare dei testi? Delle musiche? Della produzione? Nel caso specifico, penso proprio di no. Perchè i Nanowar non sono una normale band di metal demenziale: i Nanowar sono probabilmente La band di metal demenziale! Ed Into Gay Pride Ride ne è l'assoluta, brillante conferma, mettendosi nella posizione di essere apprezzato da chiunque non sia troppo bacchettone per farsi quattro risate innanzi a titoli come Lamento Erotico, Stormlord Of Power e Metropolis PT. 3 - The Legacy: perchè oltre a trattarsi di un disco divertentissimo dal punto di vista dei testi, Into Gay Pride Ride è composto, arrangiato, suonato e registrato in maniera assolutamente professionale. Detto in poche parole: i Nanowar sono una band con le palle.
Vediamone insieme il perchè.

VOGLIO ANDARE A VIVERE NELLA FORES(H)TA
Abbiamo sedici brani, di cui cinque sono funzionali solo a far ridere l'ascoltatore ed undici in cui i Nanowar prendono tutte le loro conoscenze in ambito rock e metal, evidenziando spessissimo i clichè testuali e musicali della nostra amata musica, come ben espresso dal divertentissimo primo paragrafo di Look At Two Reels, cantato a mo' di filastrocca:

Sit down all you little children
Listen well to me
I'll tell you of Blind Guardian,
Dragonforce and Rhapsody

To listen to their songs
You need to know a lot of things
And read at least seventy times
The "Lord Of The Rings"


Tra tutti, i pezzi che più mi hanno divertito e colpito sono Forest Of Magnaccions e Lamento Erotico: la prima per la grande capacità autoironica (e per l'apparizione speciale di Piero Pelù, lo confesso!), la seconda per il bellissimo svolgimento della storyline, unita ad un arrangiamento da paura che non solo punta ai Rhapsody, ma per alcuni versi ci si avvicina anche qualitativamente... Notevole anche Odino & Valhalla (anche se i fan di Morricone e dei Pink Floyd potrebbero avere qualcosa da obiettare) e sorprendente Rap-Sody, che è la versione rappata della celeberrima Emerald Sword, lievemente adattata per l'occasione anche nei testi.

Ora, chi non ha ancora ascoltato questa perla di metallo demenziale potrebbe lecitamente chiedersi: ma questi come si permettono di schernire dei gruppi che, nel bene e nel male, hanno delle capacità musicali al di sopra della media? Con che coraggio prendono in giro i Rhapsody o i Manowar? Ebbene, lasciatevelo dire... i Nanowar lo fanno perchè se lo possono permettere. Certo, le voci di Potowotominimak e Mr. Baffo non sono neanche paragonabili a quella di un Fabio Lione, ma diamine se "i ragazzi" ci sanno fare... i due infatti possiedono una capacità di variazione timbrica da far spavento, ed un'elasticità vocale impressionante. Non so quale di loro si impegni principalmente nel cantato del disco, ma a prescindere da questa nozione il lavoro svolto è eccezionale; lo stesso si può dire del chitarrista Mohammed Abdul: anche lui, non è che sia un David Gilmour o un Luca Turilli, ma la sua prestazione su Into Gay Pride Ride è inattaccabile. Non mi dilungherò oltre congratulandomi anche con il batterista Uinona Raider ed il bassista Gatto Panceri 666, tanto ormai penso che sia chiaro il mio pensiero a proposito... tuttavia, meritano i miei complimenti i fonici del Temple Of Noise e degli Storx Studios, perchè oggi come oggi è rarissimo sentire delle buone produzioni analogiche.

NON E' UN DISCO PER POSERS
Si sarà capito che ho amato alla follia Into Gay Pride Ride: l'ascolto (e possibilmente l'acquisto, anche se so che la band ha reso l'album scaricabile gratuitamente presso il loro sito ufficiale) è consigliato a tutti coloro che non si prendono troppo sul serio, e che desiderino ascoltare qualcosa di divertente e contemporaneamente di grande qualità. Nell'ambito della valutazione numerica del disco ho tenuto in considerazione la qualità delle composizioni e degli arrangiamenti dei brani, la composizione della tracklist, la qualità dell'esecuzione e della produzione e, naturalmente, la cosa più importante... il grado di divertimento che questo platter riesce a procurarmi. Vivissimi complimenti, Nanowar: colpito e affondato! 


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mercoledì 27 ottobre 2010

Review - Hardsounds - 75/100


Tornano i nani (di acciaio) da giardino alfieri del demential metal tricolore per far tremare (dalle risate) tutti i nomi più blasonati dell’epic-fantasy-thrash metal. Sono passati ben cinque anni dall’ultimo spassosissimo album in studio ('Other Bands Play, Nanowar Gay!') e l’attenzione di Baffo, Mohammed, Potowotominimak, Gatto e Uninona si è naturalmente spostata dallo sberleffo ai Metallica, Iron Maiden e Manowar (che permangono come fonte principale e inesauribile di pacchianerie da smantellare) ai nostrani Rhapsody Of Fire, già presenti da tempo nei pensieri dei Nanowar, ma qui adeguatamente massacrati (non a caso anche i Nanowar hanno aggiunto un "Of…" al loro monicker). L’album inizia con una pernacchia diretta ai Dream Theater, seguita dalla consueta demistificazione dei clichè più triti delle liriche e, soprattutto, delle soluzioni musicali dogmatiche e ripetitive della band di Eric Adams, ma già da "Blood Of The Queens"(ascoltatevi cos’è l’accellerazione manowariana di drumming iniziale con tanto di contorno ferroviario) salta fuori un certo Looca Toorilli (che verrà declinato nel seguito dell’album come Luca Tour Hill, Looca Tour Illy’s, Luca Tureell, Looma Tupilli's e via dicendo), che lascia intravedere solo la punta dell’iceberg (o dello sfilatino che dir si voglia) costituito dal trittico "Forest Of Magnaccions", "Lamento Erotico" e il colpaccio di "RAPsody". Quest’ultima è una delle chicche che troverete nell’album degli Elii del Metal Of Steel (e altri minerali): su una gustosissima base dance di "Emerald Sword" si dipana il rap di una buona imitazione di Shaggy che distribuisce i suoi lova lova tra voci di donna ansimanti e porzioni Lioniane di chorus per quasi due minuti di grasse risate. In interludi come "1vs100" i Nanowar guardano troppo alla band della "Terra dei Cachi" imitandone il classico taglia&cuci (a farne le spese l’improbabile Amadeus), mentre più riuscito, oltre al già citato "RAPsody", è il tuning di "Radio-grafia Pt. II" che oltre a citare in "acustico-amatoriale" l’hit "Master Of Pizza", lascia intravedere possibili dissacranti scenari futuri ("Can i Playstation", "Breaking The Balls"…lascio a voi indovinare a chi si stanno riferendo i nostri). Le tracce vere sono circa la metà delle sedici presenti in tracklist e si giovano tutte di una produzione, finalmente adeguata alla dimensione artistica dei cinque, tale da rendere l’ascolto di questo terzo compendio di calci negli stinchi al metal mondiale piacevole oltre che divertente. Avendo spazio e tempo si potrebbero snocciolare tutti i riferimenti (e le prese in giro) che popolano il platter, ma a cosa servirebbe? Se apprezzate già la band avrete pane (e metallo, e acciaio, etc.) per i vostri denti , se non la conoscete e siete dei defender ortodossi, tenetevi alla larga da un lavoro che potrebbe sbriciolare le vostre certezze nel metal.

Quasi un'ora di buonumore valorizzata da una produzione adeguata. "Is it Gamma Ray? No! Is it Dragonforce? No! Is it Lunapop? No! No no no!"

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Interview - Metal Empire



Salve e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande!
Iniziamo con una veloce biografia della band.

Gatto: La band trae spunto dalla canzone di Gianni Morandi “si può fare di più”, un brano che potremmo definire autobiografico se solo l'avessimo scritto noi. Per cui consiglio a tutti un'attento ascolto del pezzo per carpirne l'essenza e conseguentemente capire la nostra storia.

-Quali sono le bands che maggiormente hanno influenzato il vostro sound?

Potowotominimak: Django Reinhardt principalmente, ma anche i Sonohra e i Gemelli Diversi hanno avuto il loro ruolo.
Abdul: Gli AnnaMaria Franzoni’s mighty revenge, gruppo dark gothic power death rockabilly con crema di scampi.
Baffo: Gli Havion Travion con Gina Lollofrigida alle tastiere e Mar Razzo al microfono di carne.
UinonaRaider:Immanuel Casto
Gatto: Filippo Facci

-Volete parlarci della vostra ultima fatica? Come sono stati i riscontri sinora?

Baffo:Quale fatica intendi? Se ti riferisci a quano stavo sulla tazza del cesso, beh...è stata veamente dura...non la situazione intendo...
Potowotominimak: La mia ultima fatica è stata impossessarmi della cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni; poteva anche andar bene ma poi ho scoperto che si trattava di un reginO…beh, mi restano altre tre fatiche!
Abdul: dopo aver girato “Busty Occhetto dominates two young girls riding, double anal spermination ”le visite a youporn sono aumentate del 50%
UinonaRaider:Non tutti i mali vengono col buco.
Gatto: I riscontri sono stati incredibili. Pensa, un tizio ci ha addirittura chiesto “Volete parlarci della vostra ultima fatica? Come sono stati i riscontri sinora?”

-Come nasce un vostro pezzo?

Potowotominimak: La gestazione di solito è  breve e il pezzo viene partorito quando ha le dimensioni di un fagiolo o di una nocciola, esso tuttavia è capace di movimento autonomo sì da raggiungere il marsupio ove si attacca saldamente al capezzolo.
Abdul: Da un mix letale di colesterolo e polistirolo, di cui ancora non sono riuscito a capire la differenza
Baffo:Non te lo dico, altrimenti ti rovino il finale.
UinonaRaider:Mangia tante prugne,poi scoprirai come nasce il pezzo.
Gatto: Pezzo, pezzo delle mie brame, chi è il più altezzoso del reame?

- Di cosa trattano i vostri testi? Sono in qualche modo collegati fra loro?

Baffo: Se spargi di colla il booklet i testi magicamente si collegheranno tra loro.
Potowotominimak: La parola d’ordine per capire bene la sostanza ontologica dei nostri testi è “Uranio Impoverito”.
Abdul: i nostri pezzi sono collegati ma anche no, i nostri sono pezzi ma anche no, i loro non sono argomenti ma si potrebbero chiamare anche tali, in realtà trattano del si e del no.
UinonaRaider:Sono TUTTI collegati da una storia, che racconta di cosa trattano i nostri testi
Gatto: Si.

-Quanto conta per voi il fronte “Live”? Qual è il vostro approccio allo stage?
Gatto: Il fronte live è fondamentale, ma anche il fronte orientale nel 1943 non scherzava mica.
Potowotominimak: L’approccio parte in modo disinvolto, sedendomi accanto allo stage (se si trova al bancone) o avvicinandomi gradualmente ballando (se si trova in pista con le amiche), dopodiché solitamente il passo obbligato è chiedergli se posso offrirgli qualcosa da bere. Di solito ci sta.
Abdul: Il fronte live conta non meno della calotta cranica e della cassa toracica.. il nostro approccio e’ una dieta equilibrata e tanto, tanto amore.
Baffo: Mi tolgo le caccole dal naso mentre preparo l'impasto per la pizza.
UinonaRaider:Il nostro è un approccio asincrono con la tonica al basso.
-Diteci la vostra opinione riguardo internet come mezzo di diffusione di cultura e conoscenza, e soprattutto di musica, visto il nostro contesto.
Potowotominimak: Grazie al web ho espanso notevolmente la mia cultura, considerando che fino a una cinquina d’anni fa conoscevo solo Moana Pozzi, Selen e Jessica Rizzo, ed ora invece posso ammirare bellezze contemporanee del calibro di Sasha Grey, Alexis Texas e Rebeca Linares. E la musica nei loro film non è neanche male (sono rimasto nel contesto).
Abdul: Internet è bello ma è litigarello (provate a vedere un video di sgarbi)
Baffo: Ingoia Menthos ePepsy e ti trasformi in un razzo missile.
UinonaRaider:Internet è un labirinto di idee ed emorroidi al burro.
Gatto: la realta' internet è conflittuale. Un mezzo tanto avanzato e progredito che spesso si tramuta in un mezzo di diffusione di idee retrograde ed antiscientifiche. Che ironia della sorte!
-Cosa ne pensate dell’informazione indipendente come le riviste autoprodotte o le webzine come Metal-Empire?
Potowotominimak: Che hanno la tastiera rotta: invece di 5,5/ 5 hanno scritto 3, 5/ 5!
Adbul: scusami, mentre stavo per darti la risposta mi sono accorto che il mio armadillo sta progettando un’invasione armata al mio castello dei lego passando per la svizzera, e sono corso ad avvisare le ambasciate; comunque si anche io…
Gatto: Io sono il fiero editore di una webzine chiamatasi metaldetector (provare per credere!)
Baffo: Metal-Empire...che nome cazzuto!
UinonaRaider:Non ho un opinione a riguardo perché abito in un tostapane.


-Ultima domanda fuori argomento: un’opinione generale sull’underground italiano.
Potowotominimak: La metro a Roma spesso si guasta, e a causa dei reperti archeologici nel sottosuolo della capitale aspetteremo anni prima di avere nuove linee funzionanti. Nel frattempo prendo l’autobus.
Abdul: Gli underground sono belli ma un po’ scomodi... vorrei tanto saper costruire le scarpe per poter metterci dei delicati cuscinetti assorbenti per le giornate mensili in cui mi sento un po sporca..
Baffo: A me piace Gianni Celeste, Tony colombo, Marco Marfè...sempre con traduzione a fronte.
UinonaRaider:L’underground nostrano è in pieno sviluppo,ci sono molte band ottime musicalmente e competitive al livello europeo,ma purtroppo non le conosco..meglio i Wheater Report
Gatto: penso che grazie a programmi come Saranno Famosi, X Factor e Sanremo l'underground italiano finalmente possa trovare spazio e pubblico a livello più generale e generalista.

-Tornando alla band, illustrateci i vostri progetti futuri, a breve e lungo termine.
Potowotominimak: A breve termine una capatina alla toilette…a lungo termine incidere un disco per il progetto alternativo Death Valleys of Decadence che io, Abdul, Uinona Raider e Mr Baffo siamo in procinto di lanciare…Gatto Panceri 666 non lo sa, quindi acqua in bocca.
Gatto: Non lo so.
Abdul: Il mio progetto a breve e a lungo termine e’ duettare con Iva zanicchi in un medley di scorregge. Dico a lungo termine perché personalmente mi sto sottoponendo da tre anni ad una cura intensiva a base di fagioli e broccoli.
Baffo: Stiamo lavorando alla stesura di un film per adolescenti con Federico Moccia, si intitolerà: "Scusa Ma Ti Chiavo Amore".
UinonaRaider:A breve uscira il singolo “I have a trouble with a giraffe in my pants” lo potrete scaricare da qui:www.readingthisitsawasteoftimeandcausesalotofpaintoyoureyesjerk.com

-Vi ringrazio per la disponibilità e in bocca al lupo per il futuro. Chiudete a vostro piacere!
Potowotominimak: Expelliarmus, Hattori Hanzo!!!
Abdul: sotto la panca la capra campa, sotto la crepa la capra campa, campa il capra sotto la campa nel campo. Sotto il camper la capra crepa, copre il campo con la campa ma non crepa. Sotto il crepa capra campo camper crepa!! (mi hai fatto incazzare con tutti questi campa…)
Baffo: chi di spada perisce di spada ferisce, chi ne ferisce più la penna che la spada che ferisce chi perisce. non guardare la penna nell'occhio di tuo fratello ma guarda la spada del figlio unico che perisce. Chi fa la spia non è figlio di Maria...ho ingoiato per sbaglio il tubetto di benzodiazepine...scusate.
UinonaRaider: Ово је главна разлика између дурских и молских лествица всички те означават минорен акорд
Gatto: Non capisco perché Uinona si ostini a comunicare in serbo i concetti più importanti. Grazie a voi per la pazienza dimostrata, ci vediamo ieri !

lunedì 25 ottobre 2010

Review - True Metal - 100/100



Se fino ad oggi i Nanowar hanno potuto vantarsi di essere l'unica band ad aver ricevuto un "1" su Truemetal, da questo momento raggiungono l'ambitissimo traguardo della band che ha la maggiore varianza, relativamente ai voti sul nostro portale.

La "forbice" non rappresenta tanto una differenza tra due prodotti, quanto l'appartenenza dei nostri ad uno status - tutto manowariano - di diritto: si tratta di una band senza mezze misure, senza compromessi, o li si ama, o li si odia. Giornalisti compresi.
Ma mentre nel caso dei Manowar il giudizio andrebbe valutato sulla base di interessi economici che portano DeMaio & co. a fare determinate scelte, a volte auto-parodistiche, per quanto riguarda Gatto Panceri 666 & co., buttarla sui soldi significherebbe sparare sulla Croce Rossa...

No, no, non fraintendeteci, non vi stiamo dicendo che abbiamo a che fare con dei "poveracci"...! (o forse sì?) Pensiamo solo che nel 2010 un po' di "sana" follia non può essere scambiata per eresia, soprattutto alla luce della caduta dei falsi miti di cui sopra.

Tra l'altro, di norma dove c'è follia, c'è anche del genio, e vi possiamo assicurare che durante l'ascolto - e soprattutto la lettura dei testi - di questo "Into Gay Pride Ride" abbiamo rischiato più volte il blocco coronarico. Abbiamo motivo di pensare che buona parte della sregolatezza provenga dalla mente di Christian "ormai ce lo semo giocato" Ice, stimato produttore romano, patron dei Temple Of Noise studio, dove i Nanowar hanno visto la propria creatura vestirsi da grande (in effetti, tornando seri per una frazione di secondo, c'è un abisso rispetto alle precedenti release).

Mai come in questo caso sarebbe opportuno un track by track, anche se questo toglierebbe gran parte del gusto e della sorpresa. Ci limiteremo ad indicare che tra le parodie di Manowar, Rhapsody (Luca Turilli, in realtà), tutto il power metal di ambientazione fantasy, sono deliziose le imitazioni (Hansi Kursch, Luis Armstrong, Piero Pelù, Shaggy...) che costellano l'album a mo' di guest musician. Senza contare, poi il nonsense delle liriche, o meglio il loro particular-sense, le rime improbabili di cui a volte gli stessi mentori dei Nanowar ricorrono (la domanda è: lo faranno apposta anche loro???), i cliché del genere portati all'eccesso, ecc. ecc.

Non possiamo fare a meno di citare tre brani su tutti, i veri gioielli di questo platter: "Blood Of The Queens" non ha bisogno di presentazioni, è chiaro cosa abbia intenzione di "parodiare". Il punto più "alto" del songwriting è il "What A Wonderful World" cantato da un duo d'eccezione, sull'arpeggio preso in prestito da "Battle Hymn", un capolavoro; "Forest Of Magnaccions", ovvero ciò che tutti almeno una volta nella vita hanno sempre pensato leggendo certi testi; "Look At Two Reels", vero e proprio tributo a uno dei "maestri" del genere (leggete bene il nome della song per capire di chi si tratti).

Tutto il resto è solo poesia...

Tutto l'album è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale, insieme ai testi.

Noi non vediamo l'ora di presiedere il tavolo della prossima Nanowar-cena in quel di Ariccia, tra una coppietta e una romanella.


 ORIGINAL LINK

martedì 19 ottobre 2010

Interview - Tempi Duri



Mai avrei immaginato che sarebbe”toccato” anche a me il dover ascoltare un album di questi ragazzi schizzatelli anzi-che-no(ma anche mostruosamente bravi), ma ascoltando il loro nuovo disco mi sono dovuto ricredere.

Bene ragazzi intanto davvero complimenti per il nuovo disco volete farvi conoscere ai lettori di Tempi duri ?
Gatto: Ciao lettori di tempi duri stessi, la webzine che con un gioco di parole ci fa capire che il metal non è solo dedizione e intransigenza, ma bensì anche gioia di vivere ed apertura ad orizzonti nuovi
Baffo: Ciao sono Baffo.
Potowotominimak: Sono quello di cui potete leggere il numero telefonico nelle toilette di ogni autogrill del basso Friuli.
UinonaRaider:Ciao sono una ragazzo alto,magro,occhi verdi,attivo e dinamico,mi piace andare al cinema il fine settimana e ho un pene nella media se siete interessati contattatemi qui: EricAdamsisbusty@hotmail.it

Quello di essere un gruppo se vogliamo fuori da ogni schema prefissato è da sempre il vostro obiettivo ?
Gatto: No, il nostro obiettivo è collezionare le figurine panini della fiorentina stagione '66/67, quando Luigi Tenco ancora calcava il patrio suolo.
Baffo: Il nostro obiettivo è sempre soggettivo, quindi mai obiettivo.
Potowotominimak: Il mio obiettivo è uno stabilizzato EF-S 18-55 IS della Canon, ideale per le reflex digitali; capace di controbilanciare i micro movimenti della mano e del corpo, permette di ridurre il rischio di foto mosse quando fotografo con poca luce e senza l'uso del flash. Ancora una volta Canon sorprende gli appassionati.
UinonaRaider:No no..il nostro obbiettivo è arrivare al cuore dei metallari più romantici che riescono a cogliere il fascino del freddo metallo che si insinua tra le chiappe del nostro caro Potowoto quando siamo on stage!..non è frocezza,è poesia..

Ho fatto questa domanda perché credo che una band come la vostra oltre ad essere innegabilmente una band valida (prerogativa inscindibile per un gruppo come il vostro per essere quanto meno credibile) riesce ad anche ad essere ironica che percentuale date a fatto di essere ironici e poi comunque una band che sa il fatto suo musicalmente?
Gatto: Non so fino a che punto ti abbia giovato partecipare alle scuole elementari amico mio. Il senso di questa domanda è intrappolato in una gabbia di carenze grammaticali alle quali difficilmente il mio sesto senso riesce a dare un senso logico.
Baffo: Di la verità, sei un alcolizzato vero?
Potowotominimak: Eh?
UinonaRaider:Si si, anch io da piccolo mi infilavo il pongo nel naso per mimare caccole finte da esibire ai compagni.Hai tutta la mia comprensione.

Io penso che per quello che fate possiate essere considerati come gli Elio e le storie Tese del metal credete che il paragone vi calzi?
Baffo: non so se calza, comunque io porto un 43 di scarpe.
Gatto: Mah, più che gli Elio e le Storie Tese (a proposito, chi sono?) noi siamo i Giorgio Mastrota del metal.
Potowotominimak: Mah, prima di questa avventura coi Nanowar of Steel io mi sentivo più affine alle sonorità di Iva Zanicchi, ma si sa, Alea Iacta Est…
UinonaRaider:No in realtà,gli Elio e le storie tese sono i Nanowar di svariati generi musicali compreso il metal.
Ilarità a parte ascoltando il disco ho potuto constatare come voi prendiate di mira soprattutto i Manowar, dei quali allo stesso tempo è quasi scontato dire che sono forse la vostra principale influenza oltre al power metal tedesco con gruppi tipo Gamma Ray e blind guardian a farla da padrone ma in questo disco spuntano fuori varie parodie dei nostrani Rhapsody of fire ed il richiamo a danza di fuoco e ghiaccio è evidente in Lamento erotico siete d’accordo ?
Gatto: No.
Baffo: Se mi paghi si.
Potowotominimak: non so neanche di che diavolo di canzone si tratti (questa risposta è seria!) !!!
UinonaRaider:Non rispondo,voglio il mio avvocato!

Voi siete tutti di Roma e la vostra romanità esce fuori prepotente in un eccezionale Forest of magnaccions versione metallara del tradizional popolare romanesco la società dei magnaccioni ,cosa pensate del fatto che la nostra romanità (perché io lo sono e di 7 generazioni) venga continuamente vilipesa ed anche ultimamente sapete da chi, volete dire qualcosa in proposito ?
Gatto: No mi dispiace, io provengo da Novi Pazar, nel sangiaccato serbo, per cui non sono propenso a rispondere a questo tipo di domande a sfondo etnico.
Baffo: S-teel P-ower Q-uerty R-ock
Potowotominimak: credo che il più grande affronto alla romanità sia Claudio Baglioni, e ho detto tutto.
UinonaRaider:Io voto Lega. Lista “Ferro-Carbonio”.

Tornando al disco mi ha sorpreso molto la qualità della produzione che pur essendo stata fatta da voi è certamente migliori di quelle di gruppi più blasonati , cosa vuol dire per voi in termini d’impegno avventurarsi i negli aspetti tecnici del disco ?
Gatto: Gli altri ti risponderanno, io non ero li' mentre si registrava.
Baffo: Ho vomitato sul Mixer.
Potowotominimak: è stata un esperienza provante, come vedere un film di Lars Von Trier su un aereo in una tempesta mentre il tuo dentista ti sta estraendo i denti del giudizio.
UinonaRaider:no in realtà è una cazzata basta un po’ di trigger,tanto alcool e il gioco è fatto.

Farete qualche concerto ?
Baffo: Ma certo, che domande.
Gatto: L'altro ieri suoneremo a Bogotà
Potowotominimak: ne faremo a dozzine!!! Se ci pagano.
UinonaRaider:Oh si pagateci vi prego!!


Bene siamo giunti al termine volete aggiungere qualcosa ?
Gatto: >> return 0;
Baffo: Sicuramente i Rotoloni Regina non finiscono mai, ma conviene rincorrere un rotolo di carta igienica per tutta l'Italia solo per pulirsi il culo? Io ci penso a queste cose.
Potowotominimak: ascoltate i Nanowar of Steel, ma acquistate Lady Gaga.
UinonaRaider:La mente umana è come un paracadute, se non si apre in tempo ti sentirai peggio a breve.

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Review - Metal Empire 3,5/5



Avevo un po’ paura, quando mi è stato chiesto di recensire questo lavoro. Sapevo che non mi sarei annoiato, ma ero convinto che il risultato finale sarebbe stato forse peggiore rispetto alle mie aspettative. E invece..
Ma partiamo dall’inizio… i Nanowar nascono nel 2003 in quel di Roma proponendosi da subito come band metal demenziale. La prima, scandalosa demo (rilasciata dai nostri col volutamente pomposo titolo di Triumph of True Metal of Steel) mi spiazzò alquanto. Pessima registrazione (persino per una demo), testi non propriamente divertenti e a tratti densi di humor cinico, cantato discutibile, ed esecuzione strumentale a livelli più o meno accettabili. Nonostante questo, le vendite furono discrete. I nostri continuarono a mietere vittime per diverso tempo con diversi full length pieni dell’umorismo che li contraddistinguerà per gli anni a venire. La band si ispira chiaramente alla matrice speed-power/epic metal, il tutto spesso condito da pezzi dotati di sonorità fuorvianti, e colmi, anzi, stracolmi di citazioni che prendono per il naso in particolare gli artisti dei suddetti sotto generi, portando ad un’inverosimile esagerazione gli stereotipi del metal. Prendiamo in esame la loro ultima fatica, Into Gay Pride Ride, chiara storpiatura del più famoso Into Glory Ride, targato Manowar.
Dunque, parlando francamente… se la band, all’inizio, faceva veramente schifo, con il loro ultimo disco ha certamente dimostrato come il tempo porti miglioramento, sia dal punto di vista tecnico che vocale. Dopo la brevissima opener (Metropolis Pt.3 (The Legacy) ), il cui titolo era anche il nome provvisorio del disco, i nostri ci propongono tracce esilaranti come l’omonima Nanowar (gli interessati apprezzeranno il video ufficiale, a tal proposito: http://www.youtube.com/watch?v=_APtJ3a5uoI ), intrisa di una carica non indifferente, oppure altre canzoni ben riuscite e che centrano l’obiettivo di strappare più di una risata, quali Blood of the Queens e Lamento Erotico. The Nanowarriors Prayer è un’ironica riproduzione di The Warriors Prayer dei soliti Manowar, mentre neanche i Blind Guardian vengono risparmiati: a loro viene infatti “reso omaggio” con Karkagnor’s Song (The Hobbit) e Karkagnor’s Song (In the Forest). Più sciocche e insensate altre tracce usate più come intermezzo. Mi riferisco a Rap-Sody, una versione tecno-rap di Emerald Sword dei Rhapsody (e in cui, tanto per spezzare il ritmo, di tanto in tanto subentra una simulazione di orgasmo), Dj Fernanduzzo e Radio-grafia #2 (una specie di calderone in cui fanno capolino, come se ascoltassimo una radio, diverse canzoni, tra cui uno stralcio della discutibile Master of Pizza, pezzo degli stessi Nanowar). Alti e bassi con Stormlord of Power, pezzo più veloce e orecchiabile ma non particolarmente incisivo. Non manca la classica ballata in stile Nanowar, che risponde al nome di Surprise Love, mentre l’esilarante 1 VS. 100 concentra le mire dei nostri su Fabio Lione, che qualche anno fa fu invitato a partecipare al suddetto programma (Non lo sapevate? Eccolo qui: http://www.youtube.com/watch?v=h_FSqmCb2p0 ). La melodica Odino & Valhalla, dopo un’intro dai sapori più o meno western parte galoppante, giocando sul titolo della canzone e citando ogni tanto la parola “crodino”, e tirando in causa persino i Pink Floyd con la loro celebre Another Brick in the Wall.
Insomma, Into Gay Pride Ride è un disco che farà la felicità dei fan, e sicuramente un buon disco per iniziare ad ascoltare metal demenziale per i novizi. Devo, comunque, forzatamente segnalare l’umorismo, punto di forza del gruppo, e che a volte è davvero tristissimo, passando da picchi di genialità (“Urla il tuono, il cazzo è dritto. Come vorrei essere..in Egitto!” in Lamento Erotico) a mestizie e/o bassezze che fan cadere le braccia (e l’intro di Odino & Valhalla ne è un esempio lampante). Siamo sulla buona strada, ma penso si possa fare ancora di più.

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