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domenica 8 maggio 2011

Review - Shapeless Webzine - 9/10



Ecco di ritorno i Nanowar (Of Steel) con il loro nuovo disco, attesissimo: "Into Gay Pride Ride". La copertina, dallo sfondo rosato, ci mostra un nano che cavalca uno stallone bianco ed effemminato. Sotto il manto rosso, il nano fa sfoggio di collant e scarpe col tacco. Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi, varie illustrazioni, i ringraziamenti (grazie a loro per aver citato Shapeless Zine!) e le informazioni relative alla registrazione.
"Into Gay Pride Ride" è stato registrato negli studi Temple Of Noise e Storx. La formazione che ha inciso il CD vede Gatto Panceri 666 al basso, Potowotominimak alla voce principale, Mohammed Abdul alla chitarra, Uinona Raider alla batteria e Mr. Baffo sempre alla voce. Nella foto delle pagine centrali del libretto li vediamo a cavallo di vari tricicli.
Il nuovo disco dei Nanowar contiene sedici tracce per un totale di cinquantasette minuti di musica.
Dopo una brevissima introduzione ("Metropolis Pt.3 - The Legacy"), il disco entra nel suo vivo con "Nanowar", canzone che è destinata a diventare il nuovo, grande inno del gruppo romano. Non poteva mancare, dopo tutto. Non si tratta però della parodia di qualche altra canzone. Si tratta di una composizione personale, un esempio di metal scintillante e coinvolgente. A parer mio, una delle canzoni migliori che i Nanowar abbiano mai scritto. E dire che è distante dai consueti lidi heavy/power dei nostri. In realtà, si tratta di una canzone dal piglio rock'n'roll, e dai connotati a stelle e strisce. Il gruppo è perfettamente a suo agio in questa veste, e dà vita ad una traccia irresistibile, dalla ritmica trascinante, dai cori ruffiani e piazzati sempre al punto giusto. La struttura è perfetta, tra ritorEcco di ritorno i Nanowar (Of Steel) con il loro nuovo disco, attesissimo: "Into Gay Pride Ride". La copertina, dallo sfondo rosato, ci mostra un nano che cavalca uno stallone bianco ed effemminato. Sotto il manto rosso, il nano fa sfoggio di collant e scarpe col tacco. Il libretto, di sedici pagine, contiene tutti i testi, varie illustrazioni, i ringraziamenti (grazie a loro per aver citato Shapeless Zine!) e le informazioni relative alla registrazione.
"Into Gay Pride Ride" è stato registrato negli studi Temple Of Noise e Storx. La formazione che ha inciso il CD vede Gatto Panceri 666 al basso, Potowotominimak alla voce principale, Mohammed Abdul alla chitarra, Uinona Raider alla batteria e Mr. Baffo sempre alla voce. Nella foto delle pagine centrali del libretto li vediamo a cavallo di vari tricicli.
Il nuovo disco dei Nanowar contiene sedici tracce per un totale di cinquantasette minuti di musica.
Dopo una brevissima introduzione ("Metropolis Pt.3 - The Legacy"), il disco entra nel suo vivo con "Nanowar", canzone che è destinata a diventare il nuovo, grande inno del gruppo romano. Non poteva mancare, dopo tutto. Non si tratta però della parodia di qualche altra canzone. Si tratta di una composizione personale, un esempio di metal scintillante e coinvolgente. A parer mio, una delle canzoni migliori che i Nanowar abbiano mai scritto. E dire che è distante dai consueti lidi heavy/power dei nostri. In realtà, si tratta di una canzone dal piglio rock'n'roll, e dai connotati a stelle e strisce. Il gruppo è perfettamente a suo agio in questa veste, e dà vita ad una traccia irresistibile, dalla ritmica trascinante, dai cori ruffiani e piazzati sempre al punto giusto. La struttura è perfetta, tra ritornelli, strofe, bridge e assoli mai fuori posto. "Nanowar" si mangia in un boccone gran parte delle composizioni che ci propongono i gruppi glam/street oggidì. Un brano fantastico, che ho riascoltato una marea di volte!
Ad esso segue "Stormlord Of Power", che appare qui per la prima volta in veste ufficiale (escludendo quindi l'apparizione nel pout-pourri "Made In Naples"), ma che è già un classico dal vivo dei nostri. Ricordo di averla ascoltata per la prima volta anni fa, in versione ancora primitiva, nel corso di un loro concerto. Qui è presentata nella sua stesura definitiva, nobilitata dall'ottima qualità di registrazione. Si tratta di uno dei brani più aggressivi mai composti dai Nanowar, con la batteria impazzita che sorregge i riffoni aggressivi ed oscuri dei nostri. Un power tenebroso, quindi, che dimostra quanto sappiano far male i Nanowar.
Parte poi un bel dialogo tra un bambino piccolo e suo nonno, che ci porta subito alla mente i cari vecchi Manowar. Il nonno narra una storia al bimbo, e che prende la forma di "Blood Of The Queen". La traccia parte con la batteria che accelera progressivamente il ritmo sulla falsariga di "Kill With Power", accelerando tra l'altro in maniera disumana. "Blood Of The Queen" è una canzone epica, dalla ritmica incisiva ma non veloce. Un po' come i Manowar in "Army Of The Immortals", anche i Nanowar hanno realizzato un testo nel quale hanno ripreso i titoli di vecchie canzoni, o si sono richiamati ai testi delle loro composizioni storiche. La traccia è quindi una vigorosa parodia dei Manowar degli anni d'oro, col cantante che ad un certo punto assesta la sua voce nel registro più acuto. I musicisti si dimostrano come al solito professionali e talentuosi, molto attenti tra l'altro all'arrangiamento e all'utilizzo dei campionamenti (quest'ultima annotazione va intesa in senso generale, non relativamente alla singola "Blood Of The Queen"). Nel finale, vi è la citazione di "What A Wonderful World" con tanto di un simil-Louis Armstrong che dialoga col cantante principale.
"Odino & Valhalla" è un altro classico, già apparso in "Made In Naples", ideale per le esibizioni dal vivo. Canzone epica dai cori micidiali, si distingue per le citazioni delle colonne sonore western di Ennio Morricone, per la citazione della Lambada nell'assolo e per la sezione centrale che propone "Another Brick In The Wall" dei Pink Floyd". Bellissimo pezzo.
La traccia d'apertura ci aveva mostrato i Nanowar in versione USA. Bene, "Surprise Love", il cui titolo fa ben intendere il tema di cui tratta il testo, è una ballata strappamutande che richiama alla mente le tracce più melense di Bon Jovi, dei Guns e, soprattutto, degli Aerosmith. La qualità realizzativa è come al solito impeccabile, perfetta in ogni sua parte. C'è anche un passaggio rappato, nel quale viene imitato Shaggy. Invito tutti gli appassionati del gruppo ad ascoltare questa canzone e tutte le altre anche in maniera seria, godendosi la musica senza liquidare il tutto con un sorriso ed un'alzata di spalle. I Nanowar sono simpatici, sì, ma non sono soltanto questo. Si tratta di un gruppo, ricco di qualità e talento. I loro prodotti non deludono mai. La professionalità e le capacità realizzative, l'attenzione ai particolari li distinguono in un panorama metal sempre più generoso in mediocrità. I Nanowar sono un gran gruppo, al di là del fatto che siano ironici e sappiano non prendersi sul serio. Recensendo il loro disco in maniera seria, e facendo parlare la musica, bisogna soltanto stare zitti e riconoscere la loro abilità.
"Forest Of Magnaccions" unisce passaggi delicati ed evocativi alla versione grezza e metallica de "La Società Dei Magnaccioni". Un tributo al lato più popolare e scanzonato della loro Roma. Il brano è carino e tira. Per tutti quelli che vorrebbero che ci fosse anche un Tom Angelripper in Italia (quello cioè in versione Onkel Tom o album solisti, non nei panni dei Sodom)...
Torniamo però un po' indietro. Prima di "Odino & Valhalla" c'è l'intermezzo "DJ Fernanduzzo", ovvero il jingle di un DJ di casa nostra. "Radio Grafia #2" invece ci ripropone, a un certo punto, una versione di "Master Of Pizza" in versione Pino Daniele. Cantata probabilmente dallo stesso "Pino della pizzeria" di "Radio Grafia #1".
"Look At Two Rills" è una canzone fantasy gioiosa e saltellante che ci porta in un mondo di elfi, nani ed orchi. Si tratta di uno sfottò verso Luca Turilli, come il titolo fa ben intendere. La vittima preferita dei Nanowar anticipa qui, dopo l'intermezzo (interlocutorio, troppo lungo per i miei gusti) "1 Vs 100" un altro capolavoro di questo CD: "Lamento Erotico". Questa traccia non è un cover di "Lamento Eroico" dei Rhapsody (Of Fire). Piuttosto è un brano power fatto e finito, severo e possente. L'arrangiamento è bellissimo, la canzone è perfetta, esagerata ed eccessiva com'è. E' una parodia, ma la sua qualità è così elevata da farmela considerare quasi un tributo ai Rhapsody. E' un onore, credetemi, farsi prendere in giro così. Eh sì, i Nanowar sono proprio un gruppo non comune!
I Rhapsody sono vittima anche di "Rap-Sody", nella quale ricompare Shaggy: è la versione rap di "Emerald Sword". Simpatica.
Il CD è chiuso da "Karkagnors Song - The Hobbit" ("Kargagnors Song - In The Forest" altro non è che una brevissima outro). E' una traccia lunga, complessa, che ad una prima parte acustica e medievaleggiante contrappone un poderoso sviluppo power/epico. Compositivamente, è una canzone coi controcoglioni. Non mi ha fatto divertire più di tanto, come testo. Ma musicalmente mi ha fatto godere.


"Into Gay Pride Ride" è il degno successore di "Other Bands Play, Nanowar Gay". Il gruppo è riuscito ad evolvere il proprio stile senza stravolgere il marchio di fabbrica. E ci ha proposto un disco divertente, di grande qualità musicale. Mettendo da parte un certo snobismo, cerchiamo di apprezzare la musica e di riconoscere il valore artistico delle composizioni dei Nanowar. Il gruppo sà farci sorridere, ma la sua musica riesce veramente a far scorrere fiumi di fuoco nelle nostre vene. Sosteniamo i Nanowar con tutto il cuore, perchè si tratta senza dubbio di uno dei migliori gruppi metal del nostro paese! nelli, strofe, bridge e assoli mai fuori posto. "Nanowar" si mangia in un boccone gran parte delle composizioni che ci propongono i gruppi glam/street oggidì. Un brano fantastico, che ho riascoltato una marea di volte!
Ad esso segue "Stormlord Of Power", che appare qui per la prima volta in veste ufficiale (escludendo quindi l'apparizione nel pout-pourri "Made In Naples"), ma che è già un classico dal vivo dei nostri. Ricordo di averla ascoltata per la prima volta anni fa, in versione ancora primitiva, nel corso di un loro concerto. Qui è presentata nella sua stesura definitiva, nobilitata dall'ottima qualità di registrazione. Si tratta di uno dei brani più aggressivi mai composti dai Nanowar, con la batteria impazzita che sorregge i riffoni aggressivi ed oscuri dei nostri. Un power tenebroso, quindi, che dimostra quanto sappiano far male i Nanowar.
Parte poi un bel dialogo tra un bambino piccolo e suo nonno, che ci porta subito alla mente i cari vecchi Manowar. Il nonno narra una storia al bimbo, e che prende la forma di "Blood Of The Queen". La traccia parte con la batteria che accelera progressivamente il ritmo sulla falsariga di "Kill With Power", accelerando tra l'altro in maniera disumana. "Blood Of The Queen" è una canzone epica, dalla ritmica incisiva ma non veloce. Un po' come i Manowar in "Army Of The Immortals", anche i Nanowar hanno realizzato un testo nel quale hanno ripreso i titoli di vecchie canzoni, o si sono richiamati ai testi delle loro composizioni storiche. La traccia è quindi una vigorosa parodia dei Manowar degli anni d'oro, col cantante che ad un certo punto assesta la sua voce nel registro più acuto. I musicisti si dimostrano come al solito professionali e talentuosi, molto attenti tra l'altro all'arrangiamento e all'utilizzo dei campionamenti (quest'ultima annotazione va intesa in senso generale, non relativamente alla singola "Blood Of The Queen"). Nel finale, vi è la citazione di "What A Wonderful World" con tanto di un simil-Louis Armstrong che dialoga col cantante principale.
"Odino & Valhalla" è un altro classico, già apparso in "Made In Naples", ideale per le esibizioni dal vivo. Canzone epica dai cori micidiali, si distingue per le citazioni delle colonne sonore western di Ennio Morricone, per la citazione della Lambada nell'assolo e per la sezione centrale che propone "Another Brick In The Wall" dei Pink Floyd". Bellissimo pezzo.
La traccia d'apertura ci aveva mostrato i Nanowar in versione USA. Bene, "Surprise Love", il cui titolo fa ben intendere il tema di cui tratta il testo, è una ballata strappamutande che richiama alla mente le tracce più melense di Bon Jovi, dei Guns e, soprattutto, degli Aerosmith. La qualità realizzativa è come al solito impeccabile, perfetta in ogni sua parte. C'è anche un passaggio rappato, nel quale viene imitato Shaggy. Invito tutti gli appassionati del gruppo ad ascoltare questa canzone e tutte le altre anche in maniera seria, godendosi la musica senza liquidare il tutto con un sorriso ed un'alzata di spalle. I Nanowar sono simpatici, sì, ma non sono soltanto questo. Si tratta di un gruppo, ricco di qualità e talento. I loro prodotti non deludono mai. La professionalità e le capacità realizzative, l'attenzione ai particolari li distinguono in un panorama metal sempre più generoso in mediocrità. I Nanowar sono un gran gruppo, al di là del fatto che siano ironici e sappiano non prendersi sul serio. Recensendo il loro disco in maniera seria, e facendo parlare la musica, bisogna soltanto stare zitti e riconoscere la loro abilità.
"Forest Of Magnaccions" unisce passaggi delicati ed evocativi alla versione grezza e metallica de "La Società Dei Magnaccioni". Un tributo al lato più popolare e scanzonato della loro Roma. Il brano è carino e tira. Per tutti quelli che vorrebbero che ci fosse anche un Tom Angelripper in Italia (quello cioè in versione Onkel Tom o album solisti, non nei panni dei Sodom)...
Torniamo però un po' indietro. Prima di "Odino & Valhalla" c'è l'intermezzo "DJ Fernanduzzo", ovvero il jingle di un DJ di casa nostra. "Radio Grafia #2" invece ci ripropone, a un certo punto, una versione di "Master Of Pizza" in versione Pino Daniele. Cantata probabilmente dallo stesso "Pino della pizzeria" di "Radio Grafia #1".




"Look At Two Rills" è una canzone fantasy gioiosa e saltellante che ci porta in un mondo di elfi, nani ed orchi. Si tratta di uno sfottò verso Luca Turilli, come il titolo fa ben intendere. La vittima preferita dei Nanowar anticipa qui, dopo l'intermezzo (interlocutorio, troppo lungo per i miei gusti) "1 Vs 100" un altro capolavoro di questo CD: "Lamento Erotico". Questa traccia non è un cover di "Lamento Eroico" dei Rhapsody (Of Fire). Piuttosto è un brano power fatto e finito, severo e possente. L'arrangiamento è bellissimo, la canzone è perfetta, esagerata ed eccessiva com'è. E' una parodia, ma la sua qualità è così elevata da farmela considerare quasi un tributo ai Rhapsody. E' un onore, credetemi, farsi prendere in giro così. Eh sì, i Nanowar sono proprio un gruppo non comune!
I Rhapsody sono vittima anche di "Rap-Sody", nella quale ricompare Shaggy: è la versione rap di "Emerald Sword". Simpatica.
Il CD è chiuso da "Karkagnors Song - The Hobbit" ("Kargagnors Song - In The Forest" altro non è che una brevissima outro). E' una traccia lunga, complessa, che ad una prima parte acustica e medievaleggiante contrappone un poderoso sviluppo power/epico. Compositivamente, è una canzone coi controcoglioni. Non mi ha fatto divertire più di tanto, come testo. Ma musicalmente mi ha fatto godere.
"Into Gay Pride Ride" è il degno successore di "Other Bands Play, Nanowar Gay". Il gruppo è riuscito ad evolvere il proprio stile senza stravolgere il marchio di fabbrica. E ci ha proposto un disco divertente, di grande qualità musicale. Mettendo da parte un certo snobismo, cerchiamo di apprezzare la musica e di riconoscere il valore artistico delle composizioni dei Nanowar. Il gruppo sà farci sorridere, ma la sua musica riesce veramente a far scorrere fiumi di fuoco nelle nostre vene. Sosteniamo i Nanowar con tutto il cuore, perchè si tratta senza dubbio di uno dei migliori gruppi metal del nostro paese!

Review - Stereo Invaders - 9/10


Il metal è roba seria, il metal è roba per guerrieri. Qui vi racconterò del terzo album in studio dei nani guerrieri che cavalcarono al gay pride, bastonando e punendo mortalmente i posers. Qui vi racconterò Il metal è roba seria, il metal è roba per guerrieri. Qui vi racconterò del terzo album in studio dei nani guerrieri che cavalcarono al gay pride, bastonando e punendo mortalmente i posers. Qui vi racconterò le gesta di Odino, dj dal saggio motto. Voialtri villani giammai potrete capire cosa si cela dietro (e dentro) i 166 tampax che ostruiscono la fuoriuscita del sangue delle regine. Qual è il segreto nascosto nella foresta dei magnaccioni? Perchè alcuni sventurati si innamorano di ragazze che hanno due uova al posto della sublime peluria? E perchè un maniaco sessuale trova l'amore inaspettatamente in “Lamento Erotico”? Tutto questo è molto altro è ciò che compone la splendida opera dei NanowaR, ora ben “dotati” anche del “of steel” tanto per non perdere il vizio di canzonare amabilmente i Rhapsody (Of Fire). Dopo un esordio incerto ed un secondo album ricco di aspettative, ecco il terzo album dei nani guerrieri che questa volta fanno bingo. Navigati ascoltatori di classicissimo heavy metal, con passaggi di power e tanta epica cultura, questi cattivelli ne hanno per tutti, prendendo benevolmente per le natiche tutti i mostri sacri del metal e non solo. Un album talmente zeppo di sorprese e di citazioni che è impossibile elencare tutte in una recensione e non lo farò, anche per non rovinare il primo ascolto. “Blood Of The Queens” è la gemma tra le gemme. Un concentrato di tecnica, fantasia, ironia, metal tosto cantato alla stragrande come solo i più grandi sanno fare. Ospitate galattiche (imitazioni) sono sparse ovunque, lungo il tragitto dell'incauto orecchio che oserà assorbire questa malefica cavalcata di brani che spaziano dall'heavy al power, dal medioevale all'epico, dall'hard rock al glam, con pezzi veloci e power ballads. Bastardi, irriverenti, spietati, geniali, maledettamente demenziali e musicalmente mostruosi. Questi sono i NanowaR e questo è il loro capolavoro (per il momento...).le gesta di Odino, dj dal saggio motto. Voialtri villani giammai potrete capire cosa si cela dietro (e dentro) i 166 tampax che ostruiscono la fuoriuscita del sangue delle regine. Qual è il segreto nascosto nella foresta dei magnaccioni? Perchè alcuni sventurati si innamorano di ragazze che hanno due uova al posto della sublime peluria? E perchè un maniaco sessuale trova l'amore inaspettatamente in “Lamento Erotico”? Tutto questo è molto altro è ciò che compone la splendida opera dei NanowaR, ora ben “dotati” anche del “of steel” tanto per non perdere il vizio di canzonare amabilmente i Rhapsody (Of Fire). Dopo un esordio incerto ed un secondo album ricco di aspettative, ecco il terzo album dei nani guerrieri che questa volta fanno bingo. Navigati ascoltatori di classicissimo heavy metal, con passaggi di power e tanta epica cultura, questi cattivelli ne hanno per tutti, prendendo benevolmente per le natiche tutti i mostri sacri del metal e non solo. Un album talmente zeppo di sorprese e di citazioni che è impossibile elencare tutte in una recensione e non lo farò, anche per non rovinare il primo ascolto. “Blood Of The Queens” è la gemma tra le gemme. Un concentrato di tecnica, fantasia, ironia, metal tosto cantato alla stragrande come solo i più grandi sanno fare. Ospitate galattiche (imitazioni) sono sparse ovunque, lungo il tragitto dell'incauto orecchio che oserà assorbire questa malefica cavalcata di brani che spaziano dall'heavy al power, dal medioevale all'epico, dall'hard rock al glam, con pezzi veloci e power ballads. Bastardi, irriverenti, spietati, geniali, maledettamente demenziali e musicalmente mostruosi. Questi sono i NanowaR e questo è il loro capolavoro (per il momento...).

Review - Metal Impact


Contrairement à ce que l’on pourrait croire, la blague de potache est un art majeur, dont il convient de respecter toutes les limites sous prétexte de tomber dans la gaudriole et le non sens affligeant de médiocrité. Première condition pour en maximiser la portée : avoir du talent. Seconde condition : prendre tout le recul nécessaire pour ne pas tomber dans le pastiche répétitif trop facile qui lasse. Et c’est pour ça que Y’a-t-il Un Pilote Dans L’avion sera toujours plus drôle que l’énième resucée de Scary Movie.

Ca, NANOWAR l’a bien compris. Et c’est pour cela que Into Gay Pride Ride est drôle. Parce que les musiciens sont tous d’un très bon niveau instrumental, et qu’ils ont un solide sens de l’humour, basé sur l’inventivité, et non le démarquage pur et simple.
Et c’est aussi parce qu’ils aiment ce qu’ils font, et ce qu’ils parodient. Ils ne sont pas juste là pour foutre le bordel et tourner le Metal en dérision, mais à l’instar de SPINAL TAP, ils soulignent les travers un peu trop virils de certains de nos combos de prédilection, je veux bien sur parler des MANOWAR, RHAPSODY et autres HAMMERFALL, qui confondent parfois amour de l’acier et reconstitution Moyenâgeuse en carton pâte.
Alors forcément, avec une telle attitude, on tombe souvent sur des perles hilarantes, qui témoignent de la grande culture musicale des gus, qui savent en plus, fondre des styles diamétralement opposés au sein d’une seule et même compo.
Si vous ne me croyez pas, jetez une oreille sur l’énorme « Odino & Valhalla », qui mixe le meilleur de RHAPSODY, avec le solo et les chœurs de Kaoma (« La Lambada »…), et un pont emprunté d’une manière éhontée à PINK FLOYD.

« Blood Of The Queens », outre son propos très menstruel, se permet de citer l’intemporel « What a Wonderful World » de M.Amstrong, et ce, de manière impeccable. Quant à la fausse ballade « Surprise Love », elle parodie autant les Boys Band des années 90 que Shaggy, tout en offrant une mélodie parfaite et entêtante (on a même doit à la descente de toms du « I’d Die For You » de BON JOVI !).

Mais tout vous révéler vous gâcherait le plaisir, et il est hors de question que je me substitue à vous pour découvrir cet album qui, on peut le dire, est une réussite totale de bout en bout.
NANOWAR a de plus eu l’idée géniale de parsemer Into Gay Pride Ride d’inserts réguliers, qui ventilent l’ensemble, proposant parfois des idées carrément géniales, comme ce dialogue entre un père et son fils, qui tourne à la démonstration crooner irrésistible.
Alors, les non anglophones auront parfois du mal à saisir toute l’ironie précieuse du propos, mais la lecture du livret devrait les aider sans peine.
Equivalent « rose » d’ULTRA VOMIT chez nous, NANOWAR (OF STEEL, particule rajoutée pour bien se foutre de RHAPSODY (OF FIRE)…), est un groupe indispensable, qui n’a pas oublié qu’avant de se moquer d’autrui, il fallait d’abord avoir une identité solide, et des moyens techniques équivalents, sinon supérieurs.

Into Gay Pride Ride s’écoute d’une traite, et se réécoute avec plaisir, d’une part parce que les chansons tiennent debout en tant que telles avant d’être des blagues, et parce que leur humour est bien senti, et tape toujours juste là où ça fait mal, mais paradoxalement, sans méchanceté aucune.

giovedì 31 marzo 2011

Review - Speed Of Light - 8/10


Dlho trvalo pánom niečo nové vydať! Na to, čo hrajú a že nie sú veľká kapela, doslova večnosť. Aj preto boli veľké očakávania, veď za 4-5 rokov sa muselo nahromadiť vtipov aspoň na 3 CD... Ale ako sa zdá, ani nie. NANOWAR hrajú stále „srandovný“ heavy/power metal a sú „true“ ako sa sluší a patrí. Ale akosi sa menej rehocem ako minule. A to je zlé, to ma neteší, pri kapelách tohto druhu treba ísť „do popuku“. Je to lepšie ako na „Triumph of true metal of steel“ (najmä hudobne), ale CD nestíha na svojho predchodcu „Other bands play, Nanowar gay!“ humorne ani zďaleka (iba kvalitou hrania). Už logo odrádza, neviem či už nie so NANOWAR OF STEEL ako kapela, nielen NANOWAR. Logo ako z toaletného papiera na minulej doske bolo absolútne dokonalé. Tu to ide smerom dozadu. Obal CD je v poriadku, to sedí. A obsah? Základ nie je zlý, akože počet skladieb a „prdel“ ako taká tu je. Ale chýbajú mi riadne smiešne intrá, vsuvky v songoch, prípadne nejaký ten cover („Master of pizza“ rules). Na tomto CD to najviac schytáva RHAPSODY, až potom MANOWAR. Ostatní (ako napr. Kai Hansen, BLIND GUARDIAN) to dostávajú mierne a napr. METALLICA už vôbec. Intro je moc krátke, hneď ideme na vec! Prvá songa je ako to je u tejto kapely zvykom, o nás a o iných. V poriadku. Ale chýba mi k tým smiešnym textom občas aj smiešna hudba. Neviem to presne popísať, ale na minulom CD to fungovalo dokonale. Niektoré songy sú v taliančine, lenže také srandovné vsuvky ako bola „Gioca true“ na minulej doske žiaľ na novinke nemáme (veď už úvodné intro je slabučké). Deviata „Surprise love“ je zbytočné dlhá (textovo aj hudobne), celkom sa nudím. Podobne nezáživné sa nájdu ešte zo dve. Kapela má silné chvíľky, ako napr. v „Look at two reels“. Zaujímavá prča (najlepšie „Intro“) je „Rap-sody“. Takéto to malo byť celé (nie hudobné, ale vtipné). Ostatné vsuvky a intrá sú iba „do počtu“ (najmä „DJ“ a „radio“). Doska je dobrá ako celok, ale nemá na svojho predchodcu. Sranda tu furt je, len občas sú slabšie (prípadne už „otrepané“) vtipy. Chýba mi väčší moment prekvapenia. Zahrané to je dobre, aj zvuk je v poriadku. Ak ste NANOWAR ešte nepočuli, novinka vás iste zaujme. Ak poznáte všetky, asi vás to neurazí, ale predpokladám, že tak ako ja, ste čakali o trochu viac. Trochu viac originálne humoru mi chýba. Za tie roky som čakal samých „Odinov“ alebo „Two reels“... Je to stále výborné, no minule to bolo lepšie. Zo tri „intrá“ by som asi vyhodil úplne, aj tak by to bolo full length. Mimochodom, foto kapely v strede bookletu je tiež dobré. A nech žije Luka Turill!:)

mercoledì 9 marzo 2011

Review - Whiplash.net - 8

Certamente muitos têm o Heavy Metal como um estilo de vida, e não há problema algum nisso. Mas, quando o limite entre a realidade e fantasia não parece mais ser importante, aí a coisa pode complicar... Exemplos de personalidades que tentam fazer lavagem cerebral sobre o público não faltam, e suponho que nem seja necessário dar nomes aos bois, certo?
Nota: 8
O texto representa a opinião do autor e não necessariamente a opinião do Whiplash! ou de seus editores.
Imagem
Pois bem, seguindo essa linha de raciocínio, alguns italianos resolveram parodiar aqueles que consideram os mestres deste artifício: o Manowar. Formado em 2003, e inicialmente batizado apenas como Nanowar (é com 'N' mesmo), os desmiolados estrearam com o impagável "Other Bands Play, Nanowar Gay!" (05), que conquistou tantos fãs pela Europa que os obrigou a liberar o CD duplo ao vivo "Made In Naples" (07). Agora, aproveitando que o conterrâneo Rhapsody acrescentou o 'Of Fire' em seu nome, acharam por bem repetir a façanha e atualmente chamam-se Nanowar Of Steel.E é neste esquema que estão soltando seu segundo álbum de estúdio, "Into Gay Pride Ride", que, dizem por aí, é o disco mais gay desde o último lançamento do Manowar... As letras continuam um verdadeiro absurdo, politicamente incorretas e revelando muita criatividade em termos de besteirol. Musicalmente, o talento do Nanowar Of Steel continua não surpreendendo, mas inegavelmente se desenvolveu consideravelmente, pois as novas canções estão bem melhores se comparadas com as do disco anterior.
Ainda que sejam as maiores vítimas, o ouvinte atento irá sacar que não é somente o Manowar e Rhapsody Of Fire os únicos alvos por aqui. O Nanowar Of Steel realmente tem as manhas em combinar os estilos de diversas bandas clássicas de maneira hilariante, com muita energia e alto-astral – o resultado de “Odino And Valhalla” pode ser um belo exemplo desse circo, onde até mesmo "Another Brick In The Wall”, do Pink Floyd, serviu como combustível para aumentar as sacanagens em cima do True Metal.
Mesmo que não seja algo para se levar a sério, há chances de os ilustres true-bangers quererem sangue por tanto sacrilégio ao deus Metal. Mas e daí? Os ateus certamente irão rir pra cacete! A dura realidade é que "Into Gay Pride Ride" é voltado à ridicularização não só do Manowar ou Rhapsody Of Fire, mas também ao comportamento de cada um de seus obstinados fãs. Totalmente contra-indicado aos homofóbicos, mas os fãs do Massacration que ainda não saíram do armário vão a-m-a-r!

lunedì 7 marzo 2011

Review - MyRevelations.de - 11/15


Wer auch gekonnt über seine Lieblings-Musik lachen kann, und schon bei Bands wie J.B.O. ins Feiern gerät, sollte sich einmal die musikalische und komödiantische Weise der italienischen Jungs von Nanowar Of Steel zu Gemüt führen. Genau wie ihre deutschen Kollegen aus Erlangen, ziehen diese 5 Musiker ihre werten Kollegen mächtig durch den Dreck und erschrecken auch nicht davor, einigen, doch sehr bekannten Titeln ein ganz neues Image zu verpassen. So ertönen auf diesem zweiten Album der Italiener die bekannten Songs von Manowar, Blind Guardian und Louis Armstrong in ganz neuer Weise und mit vielen imitierten Gast-Auftritten uns bekannter Musiker. Shaggy, der Reggae-Pop-Star, rappt auf dieser CD die Refrains von Rhapsody Of Fire, und beweist gleichzeitig, dass Metal wohl auch mit Hip-Hop-Rhythmen einiges zu bieten hat, mehr als wir vielleicht befürchtet haben. Doch Nanowar Of Steel beherrschen nicht nur ihre satirischen Einlagen, sondern auch ihre Instrumente. Und besonders der Sänger dieser Truppe, mit dem witzigen Namen Potowotominimak, zeigt sein Können und seine Wandelbarkeit. Hier sind Vollblutmusiker am Werk, die tief in ihrem Herzen auch die ernste Seite des Metals verinnerlicht haben, was sich beim Anhören dieser CD an vielen stellen beweisen lässt. Wer sich von den italienischen Zwischensequenzen nicht stören lässt, die durch die Sprachbarriere schwer verständlich sind, und den Spaß dadurch etwas in den Hintergrund stellen, sollte sich dieses witzige Album nicht entgehen lassen. Ein Tipp: auf der Homepage der Jungs, gibt es das komplette Werk noch zum kostenlosen Download. So wird dem Spaß keine Grenzen gesetzt. Witz, Fun vereint mit harter Gitarren-Musik! Das schreit gerade zu nach elf spaßigen Punkten

venerdì 7 gennaio 2011

Review - Metalstorm - 7,5



Straight - pun intended - at the beginning of the new year, we bring you a review of the most phallic centered album of 2010 (apart from the porn grind bands everyone laughs about but no one listens to of course). Coming from the feminine footwear of Europe, Nanowar Of Steel have set out to tickle the jewels of true metal warriors around the globe, riding their ponies and swinging their bloodied tampons as they go. Exposing the cross-dressing tendencies of modern power metal, this is surely the gayest metal album since the latest Manowar release.

On their horny pink crusade they sing about the most lovely things, including, but not limited to: the homosexual exploits of a certain Luka Turillee [for legal reasons the reviewer is not allowed to voice his suspicions who the band is really singing about], girls who surprisingly turn out to have "more" than expected, seas of monarchical blood (the royal menstruation cycle), Italian things I do not understand but which I'm sure are really naughty and - I saved the most exciting for last - showers of gold. In addition to that they also made us some exciting, rather anal versions of classics such as Wonderful World, Another Brick In The Wall, some Rhapsody Of Fire songs and more.

Talking about the music, it was obviously composed to seduce burly, loincloth wearing men with markedly impressive chest hair growth. Apart from the aphrodisiac pheromone function it's not all too special though. Your standard power metal fare, the same kind of music the band is constantly making fun of. Not bad, but not amazing either and certainly not novel, that would kind of defeat the point of this CD.

In terms of pure humorist quality there are definitely better releases, but most of them aren't metal and aren't released by power metal bears, fairies, princesses, daddies, drag queens, twinks or sailors. On a more serious note: I believe that many metalheads really do take themselves, the music they listen to and the heavy metal image way too serious and I applaud any well-informed attempt at making fun of this 'phenomenon'.


ULTRA-IMPORTANT FOOTNOTE: I don't have any problems whatsoever with homosexuals and anything that might have sounded homophobic was not to be taken serious. However I love political incorrect humor, in fact it's my favorite. And if anything in this review personally upsets you, you now know that you shouldn't listen to this album anyway.

lunedì 13 dicembre 2010

Review - La Critica Musical



Existe un género musical que, habitualmente, viene a conocerse como freak metal. A él pertenecen todas aquellas bandas que, como nuestros compatriotas de Gigatrón o El Reno Renardo, utilizan el metal para divertirnos con sus "letras cachondas". Si no fueran más que eso, no me parecería que se encasillase en esta categoría a los italianos Nanowar of Steel. Pero Nanowar son mucho más, y la prueba radica en su popularidad internacional. Es precisamente ese "más" lo que intentaré mostraros a continuación.
En sus inicios, allá por el 2003, Nanowar era "una banda graciosa que se ríe de Manowar y versiona a Metallica". Lo tuvieron difícil, pues solo los fans de ambas formaciones podrían llegar a interesarse... y el sonido poco depurado no ayudaba.
Con "Other Bands Play, Nanowar Gay!" (2005) siguieron dando guerra, riéndose de sí mismos y demostrando que no eran el "sueño de una noche de verano de cuatro frikis".
Este año han vuelto, y de qué manera, con un disco nuevo y el sufijo "of Steel".
Tras repartir estopa a los Dream Theater (y en tan solo 9 segundos), el disco arranca con "Nanowar". Han tenido que pasar siete años, y cuatro discos, para que el grupo compusiera su carta de presentación. Un tema muy rockero en el que dejan claros su estilo e intenciones. Desde luego, no son Gamma Ray o Stratovarius... estribillo pegadizo, buen rollo asegurado.
"Stormlord of Power" es un corte de speed metal no muy largo, pero con todos los tópicos que definen al género de "espadas y vikingos", solo que con un protagonista un tanto peculiar.
Con "Nanowarrior's Prayer" llega la primera puyita a "los tíos más duros del metal", ya que se trata de una variante de su "Warrior's Prayer" ("Kings of Metal", 1988) con toques de "El bimbó", productos íntimos femeninos y mucha mala baba.
"Blood of the Queens" es una canción que, si fuera de otro grupo, muchos catalogarían como true metal. Riffs pesados, coros DeMaio y un solo de punteo interminable que da paso a "What a Wonderful World" (sí, esa misma). En las letras, otra muestra del ingenio que les caracteriza, haciendo un recorrido por sus propios temas, y los ajenos también.
Tras un breve interludio, llega "Odino & Valhalla". Apoteósico. No puedo describirlo de otra manera. Solo escuchándolo podréis descubrir cómo mezclar, en 6 minutos, a Ennio Morricone, Manowar, la lambada, Pink Floyd, System of a Down... y hacerlo bien.
"Radio Grafia II" es otro interludio, cargadito de sorpresas que prefiero no desvelar. Aunque, para sorpresa, la que esconde "Surprise Love". Si os gusta "Paradise City", os gustará esta canción. Pero si la adoráis, o a los Guns en general, mejor ni os acerquéis. En ella encontramos una sátira de las canciones hardrockeras de amor, con perlas de "R&B afro-mainstream" y coros "Hey Jude"... dedicada a una señorita "con sorpresa".
Si no fuera por el cambio que, a mitad de pista, la transforma en una composición típica del folklore italiano, "The Forest of Magnaccions" parecería una inconfundible obra de Rhapsody (of Fire). Simplemente genial.
"Look at two reels" es un corte de heavy simpaticón, amén de otra muestra de su agilidad mental. Siguiendo las reglas del power metal de sus paisanos, consiguen construir una historia en la que en ningún momento aparece el nombre de cierto guitar hero italiano... o casi. El título os dará una pista de por dónde van los tiros...
Otro de los puntos fuertes del disco es "Lamento Erotico". Al igual que "The Forest of Magnaccions", está completamente escrito en la lengua de Dante. Musicalmente, Alex Staropoli no podría estar más conforme con el resultado si fuera suya. De hecho, los fans de su banda reconocerán en el título a algo familiar. Sin embargo, la gran sorpresa del álbum es la que va justo después.
Yo, que soy aficionado a las versiones y los mashups, no hubiera imaginado jamás que sería posible convertir, punto por punto y coma por coma, un himno del power metal como "Emerald Sword" en un tema de hip-hop con todas las de la ley, capaz de permanecer en el iPod del mayor fan de Shaggy. No es de extrañar que haya sido él mismo el encargado de colaborar con la banda para conseguir el resultado que podemos escuchar en "RAP-sody". Tanto si te gusta el metal como si no, es digno de ser escuchado.
Para terminar, y puestos a parodiar el power metal, hay una banda que no se podía escapar. Blind Guardian, estandartes del género a lo largo y ancho del globo, también tenían que recibir. Y reciben bastante, pobrecitos ellos... y su dieta hipercolesterolémica. En las dos últimas pistas descubrimos un calco musical del estilo de los germanos (que no un plagio o versión, aunque ambos títulos señalen directamente a su discografía).
En síntesis, estamos ante una banda mucho más madura y que, se nota, lo está dando todo en el local de ensayo. Acercaos a este trabajo sin miedo; lejos quedan los tiempos (aunque no el espíritu) de "Metal" y "Emerald Fork".
Habrá muchos que no entiendan mi valoración. "¡Pero si es un grupo de coña!", dirán algunos. Pero Nanowar of Steel no es "agudos de infarto", ni "poses sobre un escenario". Tampoco hacen fichajes estelares, ni tocan con filarmónicas. Nanowar es sinónimo de juerga, diversión y caras duras... pero también trabajo, perseverancia y creatividad sin límites. Por eso les pongo esta nota, y al que no le guste... no sé qué hace leyendo esta reseña.

Review - Venia-Mag



Urnebesni Talijani izdali su svoj treći album „Into Gay Pride Ride“. Dosad su već na dvije turneje posjetili Hrvatsku, tako da je moguće da ih možemo očekivati i na nekoj budućoj turneji. Nanowar sviraju parodiju power i heavy metala. Na tapeti su im razni bendovi od ’80-ih naovamo. Ime im je sasvim očito izvedeno od Manowara, benda, uz sve dužno poštovanje, kao stvorenog za ovakvo parodiranje. Sebe nazivaju Mister Baffo (baffo – tal. brk), Uinona Raider, Mohammed Abdul, Potowotominimak i Gatto Panceri 666 (gatto – tal. mačak).

Osim parodiranih verzija metal i rock himni, rade i pjesme sastavljene od svega i svačega, pa usred pjesme povremeno ubacuju dijelove pop hitova. Taj njihov suludi patchwork osvaja od prve – ako ste, naravno, skloni takvom humoru. Ovo što rade glazbena je verzija onoga što se u filmu naziva fizičkom komedijom, što zna biti itekako dobro pogođeno i mnoge ljude veseli. Mene definitivno. Ovo je prvi album Nanowara koji sam išla preslušavati i brzo sam dobila potrebu nabaviti i ostale. Naprosto su prezabavni. Pod uvjetom da ste, bili ili ne bili okorjeli metalac, sposobni subkulturu sagledati izvana i smijati se sami sebi. Ako jeste, odlično, ovo je muzika za vas! Ako niste – pokušajte svejedno, zdravo je.

Promijenili su ime iz Nanowar u Nanowar of Steel (parodija na Talijane Rhapsody, koji su postali Rhapsody of Fire), imaju jedan logo kojim parodiraju Motörhead i slogan im je: „Other bands play, Nanowar gay“. Pa vi ostanite ozbiljni ako možete.

Uvodna „Prayer“ je spoken-word stvar u kojoj nema čega nema: od „What A Wonderful World“ do priče u duhu Blind Guardiana. „Metropolis pt 3“ parodira Dream Theater. Bend poznat po beskrajno dugim skladbama ovdje je dobio ravno devet sekundi.

U „Odino“ su ubacili sve i svašta, između ostalog i Lambadu (koja poprilično dobro zvuči u metal verziji!).

U „Blood“ nas obavještavaju – „Our metal’s so strong ’cause our dicks are so long“. I sad ih vi nemojte voljeti! Usred pjesme su opet ubacili „What A Wonderful World“, sasvim nemotivirano. Tu je njihov šarm. Puno je toga nabacano na kup, a ćušpajz koji ispadne je album koji ćete slušati puno češće no što vam se možda čini na prvu. Naime, Nanowar odlično paše kao muzika za tulume, dobro će vam sjesti u siva nedjeljna jutra za podizanje energije, kad se vratite s posla mrtvi umorni za ispucavanje, vožnju u autu kao terapija ‘smijehom protiv ubilačkih poriva za vrijeme rush houra‘ i slično. Povremeno će vas zaista nasmijati poput omiljene humoristične serije.

I još nešto: njihova muzika je legalno besplatna. Zato uživajte!

mercoledì 8 dicembre 2010

Review - Terrorverlag

Was es nicht alles gibt... und keiner braucht. Eine schwule MANOWAR-Verarsche aus Italien, und die existieren schon seit 2003... Na ja, immerhin gibt's jetzt schon die zweite Scheibe und eine Doppel-Live-DVD hamse auch schon am Start.

Gut, spielerisch sind die Jungs absolut fit und die eindeutig an das offensichtliche Lieblingsobjekt angelehnte Songs wie "Nanowar", "Stormlord of Power" oder "Blood of the Queens" mit infantilen Textereien sind tight gezockt. Man könnte sagen:die JBO Italiens. Nur nicht so lustig, wie die früher mal waren. Danach wird's komplett langweilig mit viel Gedudel, da rettet auch die BLIND GUARDIAN-Klamotte "Karkagnor's Song - The Hobbit/ In the Forest" nichts mehr.

Unlustig und überflüssig wie Comedians auf 1-Live...

venerdì 3 dicembre 2010

Review - Metal Maniac - 7,5

Che grandi! Non sappiamo quando il discorso è diventato serio, fatto sta
che i romani Nanowar – partiti solo con l'idea di essere... dementi –
strada facendo sono diventati una delle più eccitanti formazioni 'heavy
power cazzar metal' dell'universo. Perché con testi assolutamente idioti,
geniali e fuori di testa, la band non se la tira nemmeno un po' mentre
tira fuori riff macina e ritmo tempesta che piacerebbero anche a Virgin
Steele, Maiden, Megadeth e ovviamente Manowar. Insomma, power e scherzi
tremendi, heavy e ironia gay pride, per non prendere sul serio niente ma
proporre però un metal possente che i già citati Manowar suonerebbero con
piglio guerriero e i nostri Nanowar invece con un ghigno al lato della
bocca, e viene da domandarsi come facciano a resistere e a non rotolarsi
per terra dalle risate. Album addirittura in download gratuito (o con
donazione) dal sito del gruppo. E se il motto rimane sempre 'Other bands
play Nanowar gay!' oggi noi aggiungiamo anche 'Leads us to fly on
absorbent wings' e soprattutto 'don't let the farmer know how good is the
pear with cheese'! Nanowar anche noi.
Fabrizio Massignani

lunedì 29 novembre 2010

Review - Bloodchamber

Wie die meisten „Fun Metal“ Bands sind auch die Italiener NANOWAR OF STEEL ne zweischneidige Angelegenheit, denn je nach Tagesform und persönlichem Humorverständnis kann man die Truppe entweder ziemlich lustig oder einfach nur komplett scheiße finden. Allerdings muss man den Jungs schon zugute halten, dass sie im Gegensatz zu einer spaßfreien Veranstaltung wie z.B. J.B.O. durchaus mit Stil vorgehen und die ausgesuchten Vorbilder MANOWAR, RHAPSODY OF FIRE und BLIND GUARDIAN ansprechend und gekonnt persiflieren.

Zwar hätten die CD ruhig weniger sinnfreie Zwischenspiele vertragen können, aber die „vollwertigen“ Songs der Marke „NanowaR“, „Blood Of The Queens“ oder „Karkagnor’s Song: The Hobbit“ sind kompetent eingespielt worden und verzichten vor allem konsequent darauf, das Original nur stumpf zu covern. Stattdessen braut man sein eigenes Süppchen und zitiert mehr, anstatt ganze Passagen zu verwursten und nur den Text auf lustig zu trimmen. Dafür werden immer wieder bekannte Tracks aus anderen Genres mit in die Stücke eingebaut, sei es „The Wall“, „What A Wonderful World“ oder das Blue Oyster Bar Thema aus „Police Academy“ – wobei man schon sagen muss, dass der Gayness Faktor im Großen und Ganzen recht gering ausfällt. Schade eigentlich, ähem.

Richtig nervig ist in erster Linie „nur“ der penetrante (vermutlich so gewollte) italienische Akzent, der sich leider nur schwer überhören lässt – ansonsten machen NANOWAR OF STEEL vieles richtig, zumindest in den engen Grenzen, die sie sich selbst gesteckt haben.
Mich persönlich haut die Scheibe nach zwei, drei Durchläufen ehrlich gesagt nicht mehr vom Hocker (das mit der Langzeitwirkung haben die GRINDFUCKERS besser drauf), aber dies wird – siehe oben – je nach Typ verschieden sein. Daher sei hier auch mal ausnahmsweise auf eine Wertung verzichtet.
Da man sich die Platte ohnehin kostenlos über die Homepage der Gaylords runterladen kann, möge jeder für sich selbst herausfinden, ob er darüber lachen oder weinen kann.

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lunedì 22 novembre 2010

Review - Metal Invader - 5/5

I could just write the titles of the 16 tracks (9 songs, 6 intro, 1 outro) of the 3rd album by NANOWAR OF FIRE and everyone would understand what album we are dealing with.‘Into Gay Pride Ride’ is an amusing album, nice to hear it if you want to have fun. I believe that's a great reason to hear music... They satirize all the clichés of true, epic, power and heavy metal. But as you can imagine MANOWAR and RHAPSODY OF FIRE are their favourites. What they do they do it in a unique way. They mocked with many other bands not only from the metal phasma. PINK FLOYD for example, has not been able to escape from the Italians. 'Odino & Valhalla' that is my favorite song is a mix of MANOWAR and RHAPSODY OF FIRE, PINK FLOYD's 'Another Brick In The Wall' with an epic bridge of ‘Lambada’ (yes Lambada!!!!) , with the theme song from ‘The Good, The Bad And The Ugly’ (ENNIO MORRICCONE) through the whole thing. Another highlight is the closing song ‘Karkangnor’s Song’ – ‘The Hobbit’ and ‘In The Forest’ – that it is a Blind Guardian hilarious parody. Even poser/glam bands are on target on ‘Surprise Love’, which is a parody of POISON and BON JOVI, together with a piece of Shaggy’s ‘Boombastic’.
    Completely humorous ‘Into Gay Pride Ride’ is much better than their 2 previous releases musically speaking. Top level power metal such as GAMMA RAY with a mix of everything is the only way I can describe it though! If you take yourselves to serious, you have a problem with NANOWAR OF STEEL. But that's the last you have to worry about.

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giovedì 18 novembre 2010

Review - Ultrarock



Le genre : Spinal Tap alla carbonara
The return of the revenge of the almighty (nano)warriors of the trou métal of steel !
Entre reprises de Metallica, parodies de Manowar et pastiches de Rhapsody, les affreux nabots romains se sont fait un (sur)nom au Panthéon des dieux métalliques. Assez proches, dans l'esprit si ce n'est dans la note, de nos Bidochons François, ces (bons) musiciens prennent en effet un malin plaisir à jouer (au second degré) les partitions (très premier degré) de certains d'entre leurs collègues. La qualité d'interprétation de ces morceaux, enregistrés « dans ta chambre » et toujours truffés de citations musicales, est irréprochable. Certaines plages ne sont que prétextes à inscrire le titre sur la jaquette, tandis que d'autres sont de véritables sketches musicaux. Amateurs d'humour te-bê, et de blagues à deux balles, here's to you (comme dirait Joan Baise… je sais c'est nul, mais c'est dans le thème !).
Comme d'habitude, la bande à Turilli ( Look At Two Reels  !) en prend pour son grade (il faut reconnaître qu'ils attirent la foudre). Blind Guardian a droit à ses Karkagnor's Song 1 et 2. On reconnaît l'intro avortée du Paradise City des G'N'R insérée dans le foutraque mais maîtrisé (le solo) Surprise Love . Je suis personnellement plus sensible aux références historiques. Nanowar, en Trou Lonesome Warrior Of The Light Of The Great Universe of Metââl, conscient que, si on ne sait pas toujours où aller, il est important de savoir d'où on vient, s'est replongé dans ses classiques 70's. Et de citer, pêle-mêle : Queen (normal pour une Gay Pride), Santana et jusqu'à El Bimbo (ô joie du disco !)
En bon ronchon qui se respecte, je ne peux qu'écrire que l'inspiration n'est pas toujours au rendez-vous, que la veine Gay Metal frôle l'hémorroïde (pourquoi toujours sembler taper sur les homos ?) et que tous les titres n'ont pas le calibre d'un Tricycles of Steel . Mais, bien que Nanowar ne puisse s'empêcher de s'auto-citer (en même temps, que fait Manowar, album après album ?), certaines idées sont rafraîchissantes et on sourit souvent. Je reconnais volontiers que Nanowar, c'est meilleur en compil' (qui permet le tri sélectif) car il y a du déchet. Je retiendrai donc ici Nanowar et Stormlord of Power .

En conclusion : dans le microcosme souvent nombriliste des métalleux-qui-se-la-pètent, NanowaR ose se moquer des autres en passant pour un gros clown, misant le paquet (non, non, l'autre !) sur l'humour et l'auto-dérision plutôt que de prendre au sérieux ses (réelles) compétences instrumentales. C'est pourquoi Ultrarock soutient le Nain d'Airain. Forza NanowaR !
PS : « Our metal is so strong ‘cos our dick is so long » (sans commentaire).

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martedì 16 novembre 2010

Review - Mroczna Strefa - 9,5/10



MASAKRA!!! Co za album, co za muzyka!!! Szok, szok, szok!!! Porezało mi banię!!! Z tego podniecenia nie potrafię niczego, w miarę elokwentnego sklecić na potrzeby tej recenzji. Dajcie chwilkę. Uffff..... A więc tak. Formacja NANOWAR OF STEEL pochodzi z Włoch i gra coś, co ja osobiście nazwałbym "parody metal". Taki to już los pismaka, że musi cały czas do worków wrzucać. Pozwólcie jednak, że rozwinę swą myśl. Czemu "parody metal"??? Ano temu, że muzyka tej kapeli to po prostu jedne WIELKIE JAJA!!! Power/heavy metal o baaardzo humorystycznym zabarwieniu. Ich twórczość jest jak przezajebiście, ale to PRZEZAJEBIŚCIE dobra komedia. Śmiałem się przy tym do przysłowiowego rozpuku, a co za tym idzie, bardzo dobrze się bawiłem. Różnorodność pomysłów powala na kolana. Mamy tu kilka świetnych zapożyczeń, fenomenalnie wplecionych w autorską muzykę. "What a Wonderful World" Louisa Armstronga, "Another Brick In the Wall" PINK FLOYD, jest nawet Shaggy. Są to cholernie zaskakujące momenty, gdyż nic wcześniej nie wskazuje na pojawienie się któregoś z nich. Wchodzą znienacka, nie psując utworu. Świadczy to tylko o kapitalnym wyczuciu tematu. Ja jestem poskładany i tyle. Reszta należy już do Was.

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Review - MetalTemple



I bet no one is unaware of this humoristic act from Italy that goes by the name of NANOWAR. This band seems that was formed to have fun of the Power Metal scene having as main “target” MANOWAR. Now, Power Metal is a very “sensitive” scene, since the die-hard fans do not like anyone to mess with their favorite bands and hence, NANOWAR is an outlaw band for them. To be honest with you, even I am not one of those fans, I feel kind of awkward listening to all these parody bands that seem without a certain purpose of existence.

On the other hand, we should not take everything gravely serious and sometimes bands like NANOWAR can be fun. At least, these Italians are self-releasing their albums and in fact you can find them in their officially site available for free download. So, “Into Gay Ride Pride” is the band’s third album and the references to MANOWAR’s “Into Glory Ride” are in some extent disturbing. Nevertheless, leaving aside the broadsword and the shield, one can have fun this album. The songs walk upon the MANOWAR structures with galloping rhythms, almost RHAPSODY OF FIRE vocals (here the Italian language helps the most) and lyrics that can be fun in some extent. Like in “Blood Of The Queens” with the “What A Wonderful World” break and the “Battle Hymn” guitar solo that follows or in “Odino & Valhalla ” and the ‘lambada’ guitar melody where you can smile or even laugh during the first listening. But sadly, that’s all; the album can not stay in the cd player for long and can be a nice cup coaster, unless it is in mp3 format making the delete button looking quite tempting…

If you know this band and you like your Metal served with “humor” and you can deal with parody songs, then you should download “Into Gay Ride Pride” and have fun. I have to acknowledge NANOWAR for having their releases free for everyone who can handle them. Fortunately, this was just for reviewing… next please!

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mercoledì 10 novembre 2010

Review - Metal.de


Die Italiener NANOWAR OF STEEL sind mir durch das Netz der unbegrenzten Möglichkeiten schon seit geraumer Zeit geläufig. Sie nehmen sich selbst und auch die Großen der Szene kein Stück ernst, was darin gipfelt, dass sich Bands wie RHAPSODY (OF FIRE), MANOWAR und Konsorten ganz schön durch den Kakao gezogen werden. Mit “Into Gay Pride Ride” liegt nun das dritte Album der Spaßbande vor und wer jetzt schon das eine oder andere Mal an die Franken J.B.O. gedacht hat, kann sich absolut bestätigt fühlen.

Allerdings handelt es sich bei NANOWAR OF STEEL eben so wenig um Stümper, wie bei J.B.O. Vielmehr sind die Jungs äußerst fit an ihren Instrumenten und präsentieren uns auf “Into Gay Pride Ride” eine Mischung aus eigenen Ideen und bekannten Nummern. NANOWAR gehen dabei etwas derber zu Werke als ihr fränkisches Pedant. Die Macho- und Drachentöter-Klischees oben genannter Combos werden mit lustigen Nonsens-Texten persifliert, dass man teilweise, ob der Überspitztheit der Texte, aus dem Lachen kaum noch heraus kommt. Ganz weit vorne stehen dabei das überirdische “Blood Of The Queens” mit seinem Intro “The Nanowarriors Prayer” – das J.B.O.s gelungenes “Eine schöne Geschichte” noch um Längen schlägt – “Forest Of Magnaccions” oder der Opener “Nanowar” und das schnelle “Stormlord Of Power”. Die Songs sind so klug arrangiert, dass man sich immer an bekannte Songs (u.a. “The Bard’s Song”) erinnert fühlt, diese aber nicht wirklich von NANOWAR OF STEEL gecovert, sondern lediglich ähnlich arrangiert wurden. Wahrscheinlich wollen die Italiener damit einem erzürnten Joey DeMaio aus dem Weg gehen, der ihnen vermutlich mit einer Army Of Anwälten drohen würde.

Selbst als Fan kann man sich das Lachen aber kaum verkneifen, weil NANOWAR OF STEEL einfach zu gut an ihren Instrumenten sind und sie den Metal, auch wenn sie ihn verspotten, dennoch lieben. Es ist einfach lustig zu hören, wie geschickt die Band kurze Intermezzi von Nummern wie “Samba Pa Ti” (SANTANA), “Another Brick In The Wall” (PINK FLOYD) oder “Wonderful World” (LOUIS ARMSTRONG) und “Lambada” (KAOMA) in die Songs einbaut, ohne dabei den Metal-Aspekt aus den Augen zu verlieren. Eigentlich sind Typen wie der Mayonnaisen-Joey und Luca Turilli durch ihre Attitüde sowieso selbst schuld, wenn sie sich selbst so bierernst nehmen.

Die wenigen auf Italienisch gesungenen Songs können den Spaßfaktor nicht wirklich oben halten, wenn man der Sprache nicht mächtig ist. Rein musikalisch ist hier aber alles im grünen Bereich. Gleiches gilt auch für die Produktion, die ordentlich ballert. Wer J.B.O. mag, macht hier nix falsch. Wer den Metal generell auch gerne mal mit einem Augenzwinkern betrachtet, sollte sich NANOWAR OF STEEL auch einmal anhören.

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lunedì 1 novembre 2010

Review - Lords Of Metal


Our chief editor is a good man and a good friend, and has put up with a lot of my crap from my side this year! And although he knows I'm really grateful for his patience, I also knew that he would get even one day. But even I didn't see it coming that he would do it that with this band! As a fanatic Manowar supporter, I have always ignored and boycotted the Italian clowns of Nanowar (nowadays with the addition “Of Steel”) out of principal. The morons have now come up with their new album and looking at its cover artwork and its title, it already is obvious that they haven't changed one bit. Only this time I can't go around it and must and shall review this CD.

Well then, here we go and let me already say that – to my own surprise – I have laughed my ass off! Musically the five Nanowarrior's are quite capable and do know how to rock. The album also starts with the strong rock n' roll-like 'Nanowar' and with their funny lyrics, the band immediately sets the mood for the rest of the record. From 'Stormlord Of Power' onwards, it is again mainly Manowar and Rhapsody Of Fire who are the main targets. And that continues happily on 'The Nanowarriors Prayer' and 'Blood Of The Queens' (with the one-on-one solo from 'Battle Hymn' in between). And to be honest; they do what they do in a hilarious way. Although in general it is mainly the two aforementioned bands who are mocked with, many other bands and even Pink Floyd have not been able to escape these morons. 'Odino & Valhalla' for example is a hilarious mix of Manowar, Rhapsody, a random folk metal band, Pink Floyd's 'Another Brick In The Wall' and even a little piece of ‘Lambada’, with the theme song from ‘The Good, The Bad And The Ugly’ through the whole thing. ‘Radio Grafia’ is a medley-like songs were classics like ‘Radio Gaga’ (Queen), ‘Breaking The Law’ (Judas Priest), ‘Can I Play With Madness’ (Iron Maiden) en ‘Master Of Puppets’ (Metallica) are brutally Nanowarized. Or what to think of ‘Surprise Love’, which is a parody of glam bands such as Poison and Bon Jovi, together with a piece of Shaggy’s ‘Boombastic’. And the list goes on and on…By the double closing song ‘Karkangnor’s Song’ – ‘The Hobbit’ and ‘In The Forest’ – it is Blind Guardian that has to suffer the Nanowar makeover.

After hearing this record I can come to the next conclusions: I had already mentioned that the band definitely musically talented. Next to that they really have a sense of humour and have the gift to combine different bands and style in a hilarious way. And finally I can fully agree on what my colleague Koen said in his review for the band’s first full-length album, ‘Other Bands Play, Nanowar Gay’: ” In my opinion [is Nanowar] a musical worship on such acts like Manowar, Gamma Ray and Rhapsody and a lyrical metal satire…” and the fact that you shouldn’t take these guys too seriously. Altogether ‘Into Gay Pride Ride’ is an amusing album nice to hear for once, but after that you’ve also heard it all so to say.

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Review - Metal CD Ratings - 4,5/5



Nanowar did it! They have successfully created a masterpiece of over the top silly anthems. All shall love this mass menagerie of side-splitting surprises sure to satisfy any fan of Manowar or Rhapsody of Fire. If you have a taste for the near prurient and/or ridiculous humor in your music, then this is the band for you! Fans of Beatallica, Massacration, Weird Al, and even Steel Panther take note of these 5 homely mettlesexuals from Italy who play with their instruments in a manner sure to satiate any fan of true metal.

The most important fact to realize is that this merry band of gay and happy metal-la-la-laughter makers have made their new CD entirely available as a free download from their website. If you have not seen the video for the song "Nanowar", I highly recommend that you do so with haste. This song, replete with some of the most whimsical lyrics ever, is pure fun. Then, the ever raging "Stormlord of power" follows with its own climatic conclusion. This plowed metal fisting fury is sure to keep your mouth agape.

If it was not clear enough, Nanowar love classic Manowar. Personally, I have grown weary of the band and all the Manowar imitators. This once inspirational act have lost their momentum. Joey's tired and rude band is now re-recording 'Battle hymns', and why did they cover "Heaven & hell" as a tribute to Dio? Let us not even get into how badly Magic Circle Music screwed over Rhapsody! Thankfully new Ross the Boss and Virgin Steele both no longer sound like Manowar!

"The nanowarrior's prayer" aptly begins with, "Grandfather tell me a story...". This even flow triumphantly becomes absorbed by "Blood of the queens" a parody which will surely seal the deal, fill the hole, and stop the blood flow. Even though the CD title is clearly a play on the 'Into glory ride' suggestion, the music is much more along the lines of my favourite Manowar release - 'Kings of metal'. The lyrics for "Blood of the queens" are some of the funniest words I have read:

"For the Power, for the Glory,
For the movie "Toy Story"
For the "Hell On Stage Live"...
Our metal is true, and true metal wins
Leads us to fly on absorbent wings:
166 Tampax are drowned in the blood of the queens"

166 is clearly a reference to their spoof song "Number of the bitch". Just like their many war idols, these masters of pizzazz are careful to splice in several references to other past song titles and lyrics for good measure.

"Surprise love" is a little ditty sure to entice fans of glam and all who let their hair grow long, down there. This sweet crying game, trains ye heart and mind to keep one eye open for any stray chickens who claim to be dames in distress, or is it cross-dress?

"RAP-sody" is nothing more than a club mix of Rhapsody's own "Emerald sword" - a song where Nanowar previously practiced heightened raillery with brilliant persiflage in the song "Emerald fork" - thus commenting on the folly of the fast food industry. Obviously, they have not learned their lesson to avoid all these fatty foods, lipids, polysaccharides, and excrescence; because, they have written a 2-part ode to indigestion with "Karkagnor's song" thus creating their very own Bard's swansong of reverse peristalsis and gastrointestinal evacuation. Those fu*king Happy Meals have cursed them again!

I should let you know that Nanowar like to mix many styles of music in their songs, and the DJedi interstitials all throughout, may annoy some. Given their mettle milieu, though I can see why they would want to do this. Once again they have songs in their native language, as well.

On their live CD 'Made in Naples' they had the song "Countrycycles of steel", a Country/Western take on Queen. In the middle of "Odino & Valhalla", they break into Pink Floyd's "The wall" with a direct quote from their underground train conductor leading them to Valhalla - an actual destination en route.

I recently interviewed the band for Metal Covenant, and they truly have a sense of mirth, and do not take much too seriously. As Gatto Panceri 666 plainly states: "Five jerk-offs from Rome once realized that they could combine the two things they loved most - Heavy Metal and Fun - into a single project called "Nanowar of Steel". If you do not get it, well, then there is a thick body of psychiatric literature on the consequences of having a low IQ."

There you have it, so why not triumphantly treat yourself to some true miraculous metal, and flourish with the essential minerals. For these are more than words of wisdom, they are the legacy of powerful minds. There is no need to digitally steal, because with these epicene warriors everything is about freedom. 


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Review - Metallized.it - 88/100



LAMENTO CRITICO
Inizio a scrivere questa recensione, e sono praticamente in preda al panico. Come si recensisce un disco di metal demenziale? Da dove parto? Come finisco il pezzo? Cosa ci metto in mezzo? Vale la pena parlare dei testi? Delle musiche? Della produzione? Nel caso specifico, penso proprio di no. Perchè i Nanowar non sono una normale band di metal demenziale: i Nanowar sono probabilmente La band di metal demenziale! Ed Into Gay Pride Ride ne è l'assoluta, brillante conferma, mettendosi nella posizione di essere apprezzato da chiunque non sia troppo bacchettone per farsi quattro risate innanzi a titoli come Lamento Erotico, Stormlord Of Power e Metropolis PT. 3 - The Legacy: perchè oltre a trattarsi di un disco divertentissimo dal punto di vista dei testi, Into Gay Pride Ride è composto, arrangiato, suonato e registrato in maniera assolutamente professionale. Detto in poche parole: i Nanowar sono una band con le palle.
Vediamone insieme il perchè.

VOGLIO ANDARE A VIVERE NELLA FORES(H)TA
Abbiamo sedici brani, di cui cinque sono funzionali solo a far ridere l'ascoltatore ed undici in cui i Nanowar prendono tutte le loro conoscenze in ambito rock e metal, evidenziando spessissimo i clichè testuali e musicali della nostra amata musica, come ben espresso dal divertentissimo primo paragrafo di Look At Two Reels, cantato a mo' di filastrocca:

Sit down all you little children
Listen well to me
I'll tell you of Blind Guardian,
Dragonforce and Rhapsody

To listen to their songs
You need to know a lot of things
And read at least seventy times
The "Lord Of The Rings"


Tra tutti, i pezzi che più mi hanno divertito e colpito sono Forest Of Magnaccions e Lamento Erotico: la prima per la grande capacità autoironica (e per l'apparizione speciale di Piero Pelù, lo confesso!), la seconda per il bellissimo svolgimento della storyline, unita ad un arrangiamento da paura che non solo punta ai Rhapsody, ma per alcuni versi ci si avvicina anche qualitativamente... Notevole anche Odino & Valhalla (anche se i fan di Morricone e dei Pink Floyd potrebbero avere qualcosa da obiettare) e sorprendente Rap-Sody, che è la versione rappata della celeberrima Emerald Sword, lievemente adattata per l'occasione anche nei testi.

Ora, chi non ha ancora ascoltato questa perla di metallo demenziale potrebbe lecitamente chiedersi: ma questi come si permettono di schernire dei gruppi che, nel bene e nel male, hanno delle capacità musicali al di sopra della media? Con che coraggio prendono in giro i Rhapsody o i Manowar? Ebbene, lasciatevelo dire... i Nanowar lo fanno perchè se lo possono permettere. Certo, le voci di Potowotominimak e Mr. Baffo non sono neanche paragonabili a quella di un Fabio Lione, ma diamine se "i ragazzi" ci sanno fare... i due infatti possiedono una capacità di variazione timbrica da far spavento, ed un'elasticità vocale impressionante. Non so quale di loro si impegni principalmente nel cantato del disco, ma a prescindere da questa nozione il lavoro svolto è eccezionale; lo stesso si può dire del chitarrista Mohammed Abdul: anche lui, non è che sia un David Gilmour o un Luca Turilli, ma la sua prestazione su Into Gay Pride Ride è inattaccabile. Non mi dilungherò oltre congratulandomi anche con il batterista Uinona Raider ed il bassista Gatto Panceri 666, tanto ormai penso che sia chiaro il mio pensiero a proposito... tuttavia, meritano i miei complimenti i fonici del Temple Of Noise e degli Storx Studios, perchè oggi come oggi è rarissimo sentire delle buone produzioni analogiche.

NON E' UN DISCO PER POSERS
Si sarà capito che ho amato alla follia Into Gay Pride Ride: l'ascolto (e possibilmente l'acquisto, anche se so che la band ha reso l'album scaricabile gratuitamente presso il loro sito ufficiale) è consigliato a tutti coloro che non si prendono troppo sul serio, e che desiderino ascoltare qualcosa di divertente e contemporaneamente di grande qualità. Nell'ambito della valutazione numerica del disco ho tenuto in considerazione la qualità delle composizioni e degli arrangiamenti dei brani, la composizione della tracklist, la qualità dell'esecuzione e della produzione e, naturalmente, la cosa più importante... il grado di divertimento che questo platter riesce a procurarmi. Vivissimi complimenti, Nanowar: colpito e affondato! 


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